Usciamo

Finalmente partiamo. E’ la tua prima volta amore mio, la mamma ti porta a vedere dal vivo i London Bus, i cab inglesi, il Tower Bridge, il mercatino di Spitafields, Harrods e Liberty, facciamo shopping sfrenato in Oxford Street e poi andiamo a spasso a Notthing Hill… London Bus birbaMamme16 liberty

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“Uhh amore, che emozione portarti a Londra!”.

Poi apro gli occhi. Milano. C’è un po’ di neve fuori.

E no. Questo non è un post col resoconto di un viaggio. E’ uno sfogo.
Probabilmente inutile ma capirete che per me è necessario: non potendo urlare a squarciagola sul pianerottolo ho scelto di farlo qui, tra le quattro mura del mio blog.

Oggi tutta la BirbaFamily doveva essere a Londra.
Eh già, il primo viaggio del 2015, programmato con cura già nel 2014 in modo da far coincidere la fiera per i bambini che la BirbaMamma voleva visitare a London, la partita dell’Arsenal del BirbaPapà e la visita ai cuginetti per il piccolo Jack.
Una congiunzione astrale che manco AstroSamanta avrebbe sperato tanto.

Si. Certo.

Tutto minuziosamente organizzato. Persino il Peloso che sarebbe rimasto tre giorni da solo (si fa per dire) con accudimenti e turni di dogsitteraggio studiati al millesimo perchè la sua solitudine non fosse tale e non lasciasse il suo amato divano.

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Ma tu BirbaMamma Ale non avevi fatto i conti col caso, destino, fato…altrimenti detto virus di merd!

Che è vero che coi bambini non puoi mai fare grandi progetti ma che abbiano un orologio interno programmato per ucciderti i buoni propositi me lo dovevano dire prima, però.
Così io lo sapevo e non ci restavo di merd, appunto.

Ma veniamo ai fatti.

Ribelle sempre sano come un pesce domenica scorsa si fa venire una febbriciattola strana. E vabbè. Saranno i denti. Sono sempre i denti del resto, no?

E comunque manca ancora una settimana. Teniamolo a casa lunedì e vedrai che passa.

E lunedì sta a casa. Senza febbre. Vispo. Allegro.

Ok, allora domattina lo portiamo all’asilo. E’ una settimana piena di impegni visto che venerdì partiamo, così riusciamo a far tutto, dai, dai.

E martedì mattina torna la febbre. Più alta. E pure un po’ di cacca molla. (Ma come non doveva passare?)

E vabbè. Teniamolo a casa anche martedì.

Che poi gli passa.

E mercoledì mattina, pronti via, lo portiamo al nido.

No. Mercoledì ha ancora decimi e riempie pannolini su pannolini di merda (e non uso altri termini perché è proprio orribile quello che esce da quel piccolo corpo).
Devo chiedere all’esperta se tra i rimedi naturali contro la dissenteria rientri il tappo di sughero… é pur sempre un materiale naturale, no?
Ah, giacché ci siamo, piccolo mio, fattela venire un po’ di tosse che non guasta mai.
E tu Peloso, lo so che lo fai per solidarietà, ma devi proprio cagare a spruzzo pure tu?

Vabbè, sai che c’è, annullo tutti i miei impegni e lo tengo a casa così siamo sicuri che per venerdì guarisce e partiamo.
E per scaramanzia facciomolo sto check in on line, dai, siamo ottimisti.

Giovedì. Bollettino: Tosse, celo. Febbre, celo. Cagotto, celo. Raffreddore e naso chiuso, celo. Cane con influenza, celo. Mal di gola (mio) celo. Crisi isterica (mia) celo celo celo.
Che dici BirbaPapà le faccio lo stesso le valigie e domani chiediamo alla pediatra?

(Silenzio)

Venerdì. Oggi.

“Pronto Nonna Elizabeth? No, non possiamo venire a prendere il the delle 17 a Buckingam. Il Ribelle è leggermente indisposto e non vorremmo contagiasse il piccolo George. Lo dici tu a Kate? Grazie mille, dai, veniamo alla prossima!”.

N.B. Le foto ovviamente sono d’archivio.

Io ora vado ad annegarmi in una tazza di Tachiflu.


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