Utili&futili

È da un po’ che ci penso. Ci ho pensato per tutta l’estate a dire il vero.

“Che senso ha avere un blog di mamme mentre nel web ce ne sono 800 milioni di miliardi, più delle stelle della Negroni?”

Ci sono quelli delle mamme perfettine che si fanno dei selfie che manco Belén, quelli delle mamme multitasking che con 5 figli lavorano, fanno le family manager e sono sempre pronte a dare consigli su tutto, da come fare il brodo a come acquistare casa on line. Quelli delle casalinghe che ti ribaltano l’appartamento in 3 minuti, che manco Samantha in “Vita da strega” con un battito di ciglia, a quelli delle bricolagiste che dai dolci al corredino usano fantasia e pistola a colla come se non ci fosse un domani. A quelli delle bio/vegan/gluten/pftalati/parabeni e bla bla free che “Non  usi pannolini i pannolini riciclabili? Sei un criminale: tuo figlio da grande ti odierà e diventerà un attivista di GreenPeace!”

vita da strega

Ah, per non parlare dei blog delle mamme “féscion”, che obbligano i figli (soprattutto le figlie!) a improbabili outfit pur di appagare il proprio bisogno di visibilità. O quelli delle mamme che vivono nelle riviste patinate,  con foto di still life e case da urlo che ti domandi:

A) dove si nasconde lo schiavo che le aiuta a tenere tutto così in ordine?

B) dimmi mammabloggerdallacasatotalwhite, tuo figlio veramente gioca senza seminare tutto sul pavimento? L’hai portato dallo psichiatra?

C) Hai arredato casa o vivi in un set fotografico perenne?

E le mamme normali? Quelle che non sono preparate a questa avventura? Quelle che non sanno da dove cominciare a mettere un pannolino prima ancora di decidere di che marca comprarli?

Quelle che magari dicono qualche volta (anche più di qualche volta) “ma chi **** me lo ha fatto fare”? Quelle che ogni tanto smadonnano e poi si mettono una mano alla bocca e alzano gli occhi al cielo pentite manco avessero pronunciato un esorcismo?

Quelle che, sbagliano a fare la lavatrice e si ritrovano coi body di un improbabile color verde vomito di dinosauro, quelle che gli tirano uno schiaffo e poi si sentono una merda, quelle che però cavolo lo schiaffo te lo ridò se non la smetti…quelle che il lavoro che fanno non gli piace ma tirano avanti, oppure non ce l’hanno e non sanno come arrivare a fine mese? Quelle che le torte provano a farle e poi le bruciano nel forno? Quelle che i blog li leggono, e pure internet, però se serve  chiamo l’amica e chiedo/racconto/chiacchiero con lei e me ne frego di Seo, visualizzazioni, click etc etc?

Ecco, quelle mamme di cui io sento di far così prepotentemente parte, dove sono?

E allora la risposta alla domanda iniziale, che senso ha avere un blog di mamme, all’improvviso l’ho trovata.
Avere un blog, raccontarsi nel web per me ha senso solo nel momento in cui riesci a creare rete, nel momento in cui una tua esperienza reale può essere d’aiuto a qualcuno, magari anche solo a te stessa per assurdo (sfogarsi è terapeutico, dicono). Ha senso però nel momento in cui mantieni la coerenza che hai nella vita reale.

diario, diary

Perché alla fine il blog è un po’ quel diario segreto che scrivevi da bambina ma che decidi di lasciare aperto perché qualcuno lo legga.
E lo scrivi perché spesso hai bisogno di mettere nero su bianco i tuoi pensieri, per non dimenticare le cose belle ed esorcizzare le cose brutte.
E a volte quelle pagine virtuali sono colorate e allegre, a volte ci appiccichi una foto, a volte un cuore sospeso, a volte ricuci gli strappi col washi tape.
E’ terapeutico per te, e magari pure per chi lo legge,  che così si sente meno sola.

Un diario, ecco cosa è per me il mio blog, il diario della mia avventura di mamma che condivido con il web.

Però io sul mio diario non scriverei mai che, una cosa che fa schifo, è meravigliosa, non mentirei mai a me stessa.

Ecco perchè a volte non mi ritrovo nei blog di quelle altre mamme, soprattutto quando raccontano solo cose fantasmagoriche di un’esperienza che, invece ha anche tanti lati bui, perché fare la mamma è complicato, non raccontiamoci palle.
O quando proclamano i prodigi di prodotti che nessuna si sognerebbe di comprare mai ma che gli sono stati mandati a casa, e quindi …

Detto questo (e so già che mi inimicherò la maggior parte delle colleghe blogger e magari mi farò “bannare” dai gruppi -ah, per chi di internet non se ne intende bannare vuol dire essere cacciata a pedate-), credo che essere sé stesse sia la risposta.

Chi mi conosce personalmente sa che quello che scrivo sul blog è la mia vita, anche se a volte rendo la realtà un po’ meno pesante o più colorata per non annoiare. Chi non mi conosce ha imparato a “ri-conoscermi”, e questo è quello che io chiamo “avere un’amica/o in più” non un lettore, non un click anonimo.

BirbaMamme è nato come un blog esperenziale, istintivo e anticonformista e tutte le persone che ci scrivono la pensano come me. Marina, Ida, Valentina, Elisa, Annapaola, Claudia e l’ultima arrivata Sarah, sono mamme che probabilmente molti definirebbero “fuori dalle righe”. Ma sono le mie mamme vere.

Sono diventata giornalista perchè volevo informare le persone e questo è il mio background che porto nel blog.
La differenza è che qui scrivo tutto quello che voglio e senza filtri o investimenti pubblicitari vincolanti.
Non ho caporedattori che mi impongono nulla.
Questo è lo spirito con cui vorrei portare avanti BirbaMamme: un diario segreto  colorato, pieno di scarabocchi e disegnini per ridere se possibile, anche delle cose brutte, così magari tutto diventa più leggero, anche fare la mamma.

E quando qualcuno vorrà investire, spero di mantenere questa coerenza e riuscire a dirvi la verità, anche se i soldi mi fanno comodo, ovvio!

N.B.Questo post è uno sfogo personale che ha fatto venire a me e a BirbaMamma Sarah la strampalata idea di dar vita a una rubrica mensile che permetterà a noi e a tutte voi che lo vorrete, mantenendo l’anonimato, di sfogarvi.
Contro il capo, la suocera, l’amante, l’amica, il mondo, l’asilo, la nonna, etc. Un luogo dove lasciare andare i pensieri in libertà. Anzi, se avete qualcosa da dire, iniziate a farlo spedendo i vostri pensieri (che resteranno rigorosamente ANONIMI a birbamamma@gmail.com)

Il primo post di questa bella rubrica di cui vi svelerò i dettagli pian piano, sarà pubblicato il 31 ottobre. Segnatevelo!

NB.2 Questo post partecipa all’invito alla riflessione sul mommy blogging di Micaela LeMcronache #tanaliberatutti.


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9 commenti


  • 2015-10-09 13:23:25

    NonPuòEssereVero scrive:

    Io ho aperto il blog proprio con l' intento di tenere un diario in un periodo non troppo felice e, non solo è stato terapeutico,ma mi ha permesso di conoscere persone meravigliose che a loro volta hanno periodi non sempre al top,ma almeno sono sincere :)

  • 2015-10-09 11:59:22

    Chiara scrive:

    Ho letto il tuo post tutto d'un fiato e mi é sembrato improvvisamente di poter toccare quei pensieri che troppo spesso decido di tenere per me!

  • 2015-10-09 10:52:36

    Petitecarotte85 scrive:

    Ciao! A me solo pochissime sembrano mamme "perfette", come le descrivi tu. Immagino anche di chi parli, in realtà... Io frequento assiduamente pochissimi blog, e dove mi sento a casa è 50sfumaturedimamma... Lì non ci sono mamme perfette, ognuna racconta senza vergogna i propri limiti e anzi io mi sento sempre spronata a fare meglio ma non certo perché loro sono perfette! Ma perché ammettono con umiltà di non esserlo... Ve lo consiglio, un'oasi di benessere per le mamme :)

  • 2015-10-09 09:57:57

    Marina scrive:

    Ale sfondi una porta aperta....quante ne abbiamo pagate per dire sempre e comunque pane al pane e vino al vino? e vogliamo smettere proprio ora che c'è un ballo l'esperienza più importante che ci può capitare nella vita? Non credo proprio! Quindi avanti tutta e W l'imperfezione! un bacio

  • 2015-10-08 22:44:38

    LaSam scrive:

    cercavi la mamma normale? eccomi! ;) condivido tutto e viva la rete tra mamme e chi la vuole fare!

  • 2015-10-08 19:17:23

    Mummyinprogress scrive:

    Ecco, se guardi le primissime pagine del mio blog, avevo scritto di qualche ricetta. Robe semplici per carità, ma diciamo che ero ancora incinta e avevo tempo di spadellare. Poi da quando è nata l'Inquilina e sono anche rientrata a lavoro, altro che pancake del buongiorno. Già è tanto se trangugio un latte e caffè che neanche mi preparo da sola. Per dire. Viva la sincerità! Viva i diari! Ps: terrò presente se mai avessi bisogno di uno sfogo più corale!!!

  • 2015-10-08 17:13:50

    Michela La bella tartaruga scrive:

    Sono anche io una mamma blogger imperfetta e mi faccio anche io le tue stesse identiche domande quando vedo certe cose... Infatti rarissimamente pubblico immagini di casa mia perché c'è sempre un disordine! e poi il motivo per cui ho aperto un blog (senza che sapessi nemmeno quasi come si facesse) é stato proprio un bisogno personale di scrivere per sfogarmi e occupare la mente in un periodo un po' così. Evviva le mamme blogger imperfette!

  • 2015-10-08 15:04:50

    Ale Birba scrive:

    Grazie! Speriamo davvero di tornare a rendere l'informazione reale, pulita, onesta. Che in Italia ste parole stanno diventando obsolete più di abaco e carosello :-D

  • 2015-10-08 13:55:27

    Reinventatamamma scrive:

    Bellissimo post! Super d'accordo su tutto! Sinceramente in rete c'è qualche blog che definirlo un mommy blogging mah... Prodotti, prodotti e prodotti e per trovare un post personale devi spulciare per ore e ore nel menù! Non credo sia questo lo spirito delle mamme blogger! Quindi w i diari, le imperfezioni e i pensieri in libertà! :)) e w anche la rubrica per sfogarsi! Ottima ottima idea!!

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