Beauty

Lo so, arrivo tardi con il mio pezzo sui solari (ma visto il clima e l’estate che si fa attendere forse  sono in tempo!) e non so, magari i solari li avete già comprati, magari leggerete questo post e direte “a saperlo prima” o magari no, ma sono in difficoltà perché se scegliere “ il solare giusto” per noi adulti è questione spesso di texture e piacevolezza ( e per molte mamme anche solo di brand) ma, quando si tratta della pelle dei piccoli, le attenzioni si triplicano e diventa complicatissimo azzeccare il prodotto giusto. Andiamo con ordine. Innanzitutto non credo esista in assoluto il solare perfetto. Soprattutto per i BirbaMarmocchi. E prima di farvi le mie personalissime recensioni, ripasso con voi le regole “sole sicuro” che, almeno quelle, valgono davvero per tutti. REGOLA-NUMERO-UNO Evitare di esporre il bambino nelle ore più calde. Facile a dirsi per me complicatissimo a farsi: primo perché  io e il BirbaPapà siamo due bradipi, secondo perché il Bambolotto non si sveglia prima delle 9 e tra, organizzare tutto il necessario per il mare, preparargli la pappa, arrivare in spiaggia (dopo aver percorso la litoranea, parcheggiato nella macchia, etc etc. Arriviamo a  posizionarci stabilmente sotto l’ombrellone non prima delle 11. Ne consegue che, OVVIAMENTE, non rientriamo a mezzogiorno e passiamo tutta la giornata al mare. Famiglia di sconsiderati. Non seguite il mio esempio se potete ma io, tra scegliere di vedere il mare solo dopo il  riposino pomeridiano del Bambolotto (cioè dalle 18 in poi) e rischiare di farlo ustionare… bè ho deciso di osservare scrupolosamente tutte le altre regole e sperare che non si prenda un’insolazione. REGOLA-NUMERO-DUE Sotto al sole, vestitelo! Sembra un controsenso eppure questa regola è utilissima. E da neo mamma comincio a pensare che sia molto più semplice proteggerlo in questo modo che applicandogli ripetutamente la protezione solare, soprattutto se vostro figlio, come il Bambolotto, quando è all’aria aperta si trasforma in un anguilla refrattaria a ogni costrizione. Io nel dubbio quest’anno ho acquistato tshirt, capellino e boxer di quelli con indice di protezione 80 + (ho scelto quelli del brand Playshoes che trovate anche su Amazon, sapete che io sono una fan del sito!) trasformando mio figlio in un piccolo legionario. Ma, vi dirò, almeno così quando sgattaiola fuori dall’ombrellone e dalla zona d’ombra (cioè praticamente sempre) mi sento con la coscienza a posto. Gli avevo comprato anche gli occhiali super fashion ma ahimè, sono la cosa più difficile da fargli tenere addosso. REGOLA-NUMERO-TRE Della scelta del solare vi parlerò in un altro post, con calma, ma la raccomandazione di mettere spesso la crema ai bambini (almeno ogni due ore) mi pare davvero un eufemismo quando si tratta di bambini dai 6 mesi ai tre anni. A volte mi chiedo se i pediatri che scrivono le regole hanno famiglia! Provassero loro ad applicare la crema al BirbaMarmocchio mentre è impanato di sabbia e sta scavando un pozzo petrolifero sul bagnasciuga. Ok, gli fate il bagno. E poi? I solari mescolati all’acqua fanno l’effetto bava di lumaca, viscida e fastidiosa e non proteggono un tubo. Quindi? Come la mettiamo? Io faccio così: ogni mattina quando lo cambio e lo preparo per uscire, anche se non andiamo al mare, lo incremo di solare dai capelli ai piedi come se non ci fosse un domani. Poi  in spiaggia lo bardo a mo’ di tuareg, come vi ho detto prima, e dopo le 16, quando gli tolgo finalmente la maglietta anti Uv, gli ripasso la crema, in spray, che almeno è più facile che arrivi sulla pelle e non resti sulla mia mano. REGOLA-NUMERO-4 Tenere il bambino all’ombra. Ecco, questa per me è difficile quanto la regola numero uno perché il Bambolotto è, come dire, un tantino vivace. Ma almeno quando (quando?) dorme, anche se è sotto l’ombrellone cerco di schermare ogni raggio con un simpatico aggeggino comprato on line ( è una specie di parasole della linea Protect A Bub acquistato sempre on line ma ne trovate anche in qualsiasi negozio con articoli prima infanzia) che in realtà è un parasole per il passeggino ma che se siete un po’ smart potete facilmente adattare anche al lettino del mare. Come si dice? Sempre meglio esagerare con gli schermi… REGOLA-NUMERO-CINQUE Uno dei rischi principali che arriva insieme alle temperature più alte per i bimbi è quello di una cattiva idratazione: «Le temperature calde portano ad una maggiore perdita di liquidi corporei attraverso la sudorazione. Se si aggiunge la pratica di attività fisica, la perdita di liquidi aumenta ulteriormente. I bambini sono i soggetti che devono bere di più, perché l’acqua ha un ruolo essenziale nello sviluppo del loro organismo: i genitori devono quindi proporre frequentemente da bere ai loro figli, potremmo dire che devono ricordarsi di bere al loro posto» spiega il Prof. Giovannini membro del Comitato Scientifico Acqua Panna, professore emerito di pediatria dell’Università degli Studi di Milano, fondatore e presidente della Società Italiana di Nutrizione Pediatrica. «Una carenza di idratazione può causare infatti un generale malessere e inconvenienti poco piacevoli, come mal di testa, carenza di appetito, calo della concentrazione, irritabilità e sonnolenza. I bambini in particolare vanno stimolati a bere, almeno ogni mezzora, perché il loro senso della sete non è sviluppato come quello degli adulti e quando insorge rappresenta già un segno di inadeguata idratazione». Io mi porto sempre la sua bottiglietta (quelle di SanBenedetto Baby le trovo comodissime) e la tengo in una borsa termica per non farle riscaldare. Riassumendo ecco il manifesto della American Academy of Dermatology: gigi-giraffe-childrens-poster

Tutto chiaro BirbaMamme?  La lezione teorica finisce qui. Tanto lo so che siete molto più brave di me e sicuramente tenete fede scrupolosamente a tutte le regole. Intanto se vi interessa, leggete anche le recensioni sui solari e i consigli per scegliere al meglio.


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