Bua

Ho iniziato a pensare allo spannolinamento ad aprile quando, per la prima volta, ho visto il Ribelle piegarsi in un angolo e avevo intuito cosa stesse facendo (la conferma era arrivata immediata anche dall’inconfondibile profumino “di rose e viole” diffuso nell’aria).

E allora mi ero detta: questa estate gli toglierò il pannolino.

Così avevo iniziato a guardare tutti i tipi più fantasmagorici di vasino.
Da quello a forma di mini wc a quello a papera con canzoncine a ogni pipì, a quello col volante, etc.

Poi a causa della mia eterna indecisione è arrivato il momento di partire in vacanza e non l’ho comprato.

Una volta in vacanza, poco convinta, ho acquistato il primo vasino che ho trovato, uno semplicissimo di plastica e ho iniziato a togliergli il panno mentre era in casa.

Ahahaha.

Prima regola dello spannolinamento: ogni bambino ha i suoi tempi

Rispettali!

pipì

Cioè non è che tu decidi e lui, ta dà, è pronto. Anzi, ci sta che lui non lo sia ma soprattutto tu nemmeno. E mi spiego.

Io sono stata molto superficiale. Ho pensato che bastasse decidere e poi, qualche pipì qua e là e qualche cacca pure, lui lentamente avrebbe imparato.

Ma non avevo fatto i calcoli con la mia pazienza e la sua caparbietà.

E alla seconda pipì fuori dal vasino e alla terza cacca calpestata per casa, io ero già isterica e lui, probabilmente per via della mia reazione, ha pensato bene di piangere sino a quando non gli ho rimesso il pannolino.

Regola numero due: la pazienza è fondamentale
(e perderla , da parte di noi mamme, è abbastanza facile)

Perciò, siccome non sono notoriamente una paziente, dopo il primo tentativo fallito mi sono detta che potevo ancora continuare coi pannolini, che tanto era ancora piccolo.

Intanto la mamma di un amichetto del #Ribelle mi aveva raccontato che aveva problemi seri col  suopiccolo che, rifiutandosi di fare la cacca senza pannetto, s’era fatto venire un blocco intestinale serio. Ohimmè.

Regola numero tre: Non fatevi impressionare.
Seguire i consigli degli altri è utile ma non indispensabile. 

Un bel giorno, mentre ero a fare la spesa da Prénatal presa da un attacco da shopaholic ho comprato un riduttore (semplicissimo, è della OK Baby), e il giorno dopo ho detto al Ribelle: «Ti va di fare la pipì nel water come mamma e papà?» E ce l’ho piazzato sopra.

water

Nota divertente: i primi tre giorni non avevo ben capito come piazzare il riduttore (cioè sulla base del water prima del corpi water)  e lo piazzavo sopra  l’asse non capendo come potesse fare il povero Ribelle a fare pipì con un equilibrio così precario.
Infatti il #Ribelle mi ha guardata per un po’ senza far nulla. Mamma deficiente.

L’ho lasciato senza panno e gli ho ripetuto tipo mantra: «Mi raccomando, se hai voglia di fare pipì dillo alla mamma che poi, se la fai, ti do un soldino».

Regola numero quattro: La ricompensa può essere un valido incentivo (col mio ha funzionato).

Al Ribelle per ogni pipì nel vasino sono arrivati dei soldini da parte di mamma, nonna, nonno, zio, oltre a una ola da stadio che pure il cane sembrava gioire per l’evento.

E secondo me il #Ribelle ci ha preso gusto nel suo spannolinamento, soprattutto a vedere la mia faccia compiaciuta e estasiata a ogni goccia di pipì.
Certo, non è da trascurare il lato economico: se continua di questo passo prima che inizi l’asilo si aprirà un conto personale in banca.

Per i bisogni solidi siamo ancora coi lavori in corso.
Fare la cacca nel water non è semplice e forse lo sarebbe di più nel vasino ma ormai abbiamo scelto il water come luogo preferito e non si torna indietro.

Una cosa che ho imparato però è che, mentre per la pipì è contento di farmi vedere che la fa, e abbiamo tutto un rituale di “Sali sul water, siediti, posizionati, fai la pipì, asciugati, tira lo scarico, lava le manine…” Quando si tratta di pupù vuole essere lasciato solo.

Regola numero cinque: Rispettate la sua privacy.

Per ora ho capito solo che dovrei “cogliere l’attimo “ proprio quando si apparta ma, notoriamente non ho l’agilità di una gazzella e lui per ora continua a fregarmi sul tempo e a farla nel pannolino.

Ekko

Vasino portatile EKKO POTETTE

Ripetiamo la regola numero due: pazienza!

N.B. Ah, se vi interessa, in previsione del nostro viaggio di rientro a Milano ( e del fatto che siamo abbastanza nomadi) ho comprato un utilissimo vasino/riduttore da viaggio della Damblé che si chiama EKKO Potette 2 in 1 Plus che è comodo da portarsi dietro ovunque per evitare di portarlo nei bagni pubblici non sempre (eufemismo) puliti. Lotrovate anche su Amazon:


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2 commenti


  • 2015-09-21 11:33:01

    Ale Birba scrive:

    Cara Emanuela, ogni bimbo ha i suoi tempi e il suo carattere ma con buonsenso e tanta (tanta) pazienza si riesce a far tutto, vedrai, sarà una nuova avventura insieme!!! ☺️

  • 2015-09-21 11:21:31

    Emanuela scrive:

    Il prossimo anno in primavera inizierò anche io quest'avventura con il mio piccolino...sicuramente seguirò le tue semplici regole, sperando funziono anche per me!!

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