Utili&futili

Non mi sono mai sentita troppo figa, ma mi piaceva credere di poterlo essere.

Io sono nata mamma.
L’istinto materno ce l’ho da quando salvai quella povera animella in mezzo a una strada e lo feci diventare una tigre. Ah, era un gatto.
Ho l’istinto materno dal primo cane che vestivo come Cicciobello e nutrivo col biberon… avevo tre anni.
Sono mamma da sempre.
Ma sino a quando non ho avuto il #Ribelle ero, almeno sulla carta, potenzialmente una mamma figa. Tanto.
Di quelle che ora penso a te, piccoloamoredellamamma, ma poi quando mi stanco ti metto in un angolo e torno a fare la figa sul tacco dodici con gli amici.
Di quelle che al mare ci vado e sto 64 ore sdraiata sul lettino ad abbronzarmi tranne quando mi alzo per bere un mohito sul bagnasciuga e mi faccio un selfie con le amiche che fa tanto vacanza a Miami.
Di quelle che  in settimana appena esco dal lavoro vado a farmi la ceretta e poi se ho tempo anche la piega.
E vuoi non farti una vasca in centro a guardare le vetrine? Ah, si,  il pupo, quello peloso sta bene grazie.
Di quelle che “giammai nella vita esco senza rossetto o con lo smalto sbeccato”. E i capelli sporchi? Ma stai scherzandooooo?

Poi è arrivato il Ribelle. E sono diventata mamma per davvero. E la trasformazione si è compiuta… inesorabile.

Sono diventata da una “potenzialmente figa mamma”, un reale ectoplasma in pigiama.
Di quelle che la pancera dopo il parto la metto sino al suo 18 esimo perché così sono più a mio agio.
No, non sono rotolini, non mi preoccupo, quest’anno va di moda sblusare la panza.
Di quelle che il rossetto no, che poi il bimbo non lo posso baciare.
I capelli li taglio corti, che lunghi ci mettono troppo ad asciugarsi.
E la ceretta d’inverno serve? Ma va, fa freddo.
E poi vuoi mettere le scarpe basse, le sneaker glitterate, ma hai visto che figata? Altro che tacco 12.
Una di quelle che tutte queste cose non le farò mai nella vita pena la morte e, invece, io ho vinto tutto al gioco del “celo celo manca”

Tutte balle amiche. 

Io ero sempre io, ma a un certo punto, e per un bel periodo, ho avuto un amnesia e ho lasciato che l’ectoplasma si impadronisse di me.
E mi sono vergognata di aver detto : “io giammai!”. Mi sentivo una potenzialmente detestabile madre.
Poi un bel giorno mi sono guardata allo specchio e ho deciso che, se non potevo essere figa, almeno dovevo tentare di diventare #diversamentefiga che il #Ribelle non meritava una mamma sciatta.

DiversamenteFiga

 E allora eccola là, la trasformazione tangibile, reale, concreta. Che poi noi donne siamo campionesse e vinceremmo pure contro un camaleonte, se ci mettessimo d’impegno.

E allora ho accettato che anche se non ho l’addome piatto (quando mai l’hai avuto, ammettilo su!) e i fianchi sono morbidi, chissenefrega, compro vestiti scollati per depistare l’attenzione ed è fatta.

 Che il seno sarà pure un po’ cadente ma i push up fanno sempre i miracoli, pazienza che con la 5 che mi ritrovo, a fine serata ho i solchi sulle spalle.

Che il rossetto lo adoro, e mi piace pure bello vivace e lo uso per darmi un tono ma, soprattutto, per “marcare” il Ribelle come solo io so fare.

 Che i capelli lunghi fanno tanto figa ma li taglio perchè sono pratici, però il taglio deve essere “fescion”.

E che in fondo, delle mie scarpe tacco 12 tutte lì nell’armadio in bella vista, sotto sotto non me ne facevo un piffero nemmeno prima e smadonnavo ogni volta che le indossavo per più di 2 ore.

Ora mi sento #diversamentefiga perchè ho un fascino speciale che mi deriva da quella immensa, incommensurabile gioia che provo ogni volta che guardo  mio figlio e lui con la sua faccia da schiaffi e gli occhi a cuore mi dice “Sei bella mamma!” anche se sono in pigiama e sono in piedi inebetita di fronte all’armadio cercando un vestito che mi faccia sembrare più magra/snella/attraente.
E  oggi mi sento donna con la A maiuscola, e non ho più bisogno di uniformarmi o ostentare, semplicemente ho riscoperto un’altra me stessa, che è
 diversamente figa.

E ‘fanculo a quelle che sono solo fighe, di solito di legno, tek per essere precise. 

Questo post partecipa alla rassegna #tanaliberatutte di Micaela delle M Cronache ed è stato ispirato dal gruppo di mamme senza sovrastrutture e paraocchi che si ritrovano allegramente su Facebook.


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