Bua

Questo post lo avevo in programma da un bel po’ e BirbaMamma Angela me lo aveva spedito ben prima delle feste ma non ho voluto pubblicarlo per non allarmarvi e rovinarvi la magia del Natale. Ora però ce è tempo di buoni propositi mi sembra doveroso iniziare l’anno con questo:

Impariamo a mettere al sicuro i bambini in auto!

Non troverete chissà quali consigli astrusi ma semplicemente una riflessione, un consiglio di una mamma come tutte noi.

Ph courtesy of Thomas Kohler

Ph courtesy of Thomas Kohler

Viaggiare sicuri è un atto d’amore. E purtroppo, soprattutto al Sud, spesso questo avvertimento viene sottovalutato.

“Anni fa un argomento del genere non sarebbe stato degno neanche di un mio click. Poi un giorno diventi mamma, e devi conoscere, sapere, devi informarti di tutto quello che da quel momento in poi riguarderà la vita e la salute di tuo figlio – Così scrive Angela – C’è un capitolo, quello della sicurezza stradale riguardante i bimbi a bordo che ogni genitore dovrebbe conoscere alla perfezione e che invece in tanti, in tantissimi ignorano.
Ogni giorno vado a scuola e al nido ad accompagnare i miei figli, e ogni giorno mi accorgo di quanta ignoranza e superficialità ci sia su questo tema.
Vedo papà che guidano con i propri piccoli sulle ginocchia, mamme e nonne con i bimbi in braccio sul sedile anteriore, bimbi sul sedile posteriore che saltano e giocano. Dei seggiolini o degli adattatori neanche l’ombra. E poi accadono le tragedie, quelle che pensi accadano sempre agli altri o quelle che non fanno notizia in TV.

Accade, come accaduto in una città vicina alla mia, che un papà guidi piano a 40 km/h con il figlioletto di quasi 3 anni, di fianco, che gioca sul sedile anteriore, anzi, in piedi tra il sedile e il cruscotto dell’auto. Accade, che un cane randagio improvvisamente invada la carreggiata e quell’uomo debba inchiodare per non investirlo, ma, al contraccolpo il bambino urti violentemente tra il cruscotto e il cambio. Purtroppo l’ossatura di un bambino non è quella di un adulto. E così, accade che il bambino non riesca più a respirare per uno schiacciamento della cassa toracica. E che quel bambino passerà il resto della sua vita in stato vegetativo a causa dell’ossigeno che per troppo tempo non è arrivato al cervello. Accade che quel papà non se lo perdonerà mai, che quella famiglia sarà segnata per sempre.
Ho sempre pensato di essere una persona tollerante, del resto, ognuno è libero di fare quello che vuole della propria vita. Ma i bambini non si toccano, i bambini si proteggono, i bambini vanno curati.
Quanti genitori conoscete più preoccupati che i figli vestano firmati dalla testa ai piedi, ma guai a spendere due soldi per un seggiolino in auto? Lo comprano usato, se va bene, o si fanno prestare quello vecchio del nipote ormai universitario.

«No ma costa troppo, che poi lo usano poco, crescono».

Ph courtesy of SImeon Paster

Ph courtesy of SImeon Paster

 

Peccato che senza seggiolino, può bastare una frenata stupida perchè quel figlio non cresca più.
Quante volte ho sentito frasi tipo:

«Ma dai sei esagerata, dobbiamo fare 20 metri in macchina, tienilo in braccio è la stessa cosa» e via così.

Ma cosa si può fare se in primis sono i genitori a  non comprendere l’importanza di un oggetto che potrebbe salvare la vita del proprio figlio? Forse basterebbe che intervenisse lo Stato?
Il trasporto dei bambini sui veicoli è regolato dall’articolo 172 del codice della strada, dalla normativa europea e da una circolare attuativa del ministero dell’interno. 

Il Decreto Legislativo del Codice della Strada, Art. 172 Uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini” prevede che i dispositivi utilizzabili siano di due tipi:

seggiolini (da usare fin dai primi giorni di vita, già nel tragitto post parto dall’ospedale a casa)

e adattatori.
 I dispositivi di ritenuta sono obbligatori dalla nascita fino al raggiungimento di 36 chili di peso:

fino a 18 kg si possono usare solo i seggiolini, oltre questo peso si possono utilizzare anche gli adattatori (piccoli sedili che sollevano il bambino permettendogli di usare le cinture di sicurezza dell’auto che vanno regolate in base all’altezza del bambino – vanno usati finchè il bambino non supera il metro e mezzo di altezza).
Fino a 9 chili di peso il bimbo deve essere trasportato in senso contrario alla marcia dell’auto.

Attenzione mai mettere il bambino sul sedile anteriore se la macchina è provvista di airbag, a meno che non possa essere disattivato.

Il posto più adatto è il sedile posteriore, al centro, che protegge anche da eventuali urti laterali.
Dopo 10 chili si può cominciare a sistemare il seggiolino in senso di marcia.
Lo schienale del seggiolino deve essere ben appoggiato al sedile della macchina e le cinture presenti sul dispositivo devono sempre essere allacciate, anche per brevi tragitti.

N.B. Trovate tutte queste info sul sito della polizia dello stato 

Quanto mi piacerebbe vedere una pattuglia di Polizia o Vigili Urbani fuori dalle scuole per controllare la sicurezza di questi piccoli cittadini italiani in balia della superficialità degli adulti.

Ma viaggiare sicuri non è solo una legge in vigore e da rispettare, è una forma di responsabilità, è un atto d’amore” conclude BirbaMamma Angela.

Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro ma mi permetto di consigliarvi un sito:  bimbisicuri.it  creato proprio da un gruppo di mamme per sensibilizzare l’opinione pubblica su un argomento spesso dimenticato anche dalle autorità. Sono sicura troverete mille info utili. 

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AmicidiBob è invece un sito dove troverete altre info interessanti sulla sicurezza creato dall’inventore di Remmy, un dispositivo di cui vi avevo già parlato quest’estate per  aiutare i genitori a non dimenticare i bimbi in auto.10836608_10204772753391308_778250369_n


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