Nanna

Se il neonato non dorme, come fare a sopravvivere? I consigli di Birbamamma Claudia che ci racconta del suo bimbo particolarmente vispo il cui motto sin dalla nascita era “Odio la nanna”.

Giovanni è nato con impressa nel DNA una ferrea convinzione: dormire è un’inutile perdita di tempo. Ce l’aveva scritto negli occhi sgranati alla nascita, e io ed il suo papà l’avremmo dovuto già intuire, visto che mi aveva  tenuta sveglia per tutti i nove mesi della gravidanza.

Crying_newborn

Con la sua ferrea volontà di non dormire mai (accompagnata, per la verità, da mal di pancia notturni perdurati fino ai 18 mesi di età), il mio angioletto mi ha regalato: meravigliose nottate con tre ore di sonno non consecutive, sveglie la domenica alle 5 del mattino, poetiche visioni dell’alba nella nostra prima vacanza al mare… Ma in fondo lo devo anche ringraziare, mi ha trasformato in una maratoneta, mi ha fatto superare ogni limite di stanchezza, con un allenamento costante e senza sconti!
Ora che il peggio è passato (ha due anni e mezzo, e riesce a dormire anche 11 ore di seguito  e che sono in attesa del mio secondo bebè, posso svelarvi cosa (per noi!) ha funzionato. Magari può essere d’aiuto anche a voi.

  • Regolate la temperatura della stanza in base alle sue esigenze: mio figlio è sempre stato molto “caloroso” e non ha mai amato sentirsi impedito nei movimenti. Quindi bando alle lenzuola e alle coperte! Pigiama non troppo pesante d’inverno, d’estate nanna solo col body.

  • Dategli un contentino: un latte caldo è spesso il rimedio migliore ai mal di pancia notturni, ed anche un buon calmante nelle nottate irrequiete (io ho continuato a dargli un po’ di latte la notte fino ai 18 mesi, era la modalità più rapida per farlo riaddormentare, soprattutto quando il risveglio notturno era diventato uno solo e intorno alle 5 del mattino – colazione anticipata)

  • Se vi viene l’ansia, deponete le armi: se metterlo a letto vi mette in agitazione,  lasciate che lo faccia il papà. Nei momenti in cui per me l’idea della notte era diventata fonte di ansia e stress, il bambino non ne voleva assolutamente sapere di addormentarsi con me vicino (e c’era da capirlo!).

  • Cantate anche se siete stonate. La classica ninna nanna può essere un buon calmante, anche nel caso delle colichette dei primi mesi (ricordo con tenerezza i chilometri fatti nel corridoio di casa a suon di musica per placare il pianto del piccolino).

  • Portatelo a spasso spesso. Se  il bimbo non ne vuole sapere di dormire la mattina o il pomeriggio nel suo lettino, tempo permettendo, caricatelo sul passeggino e uscite: lui probabilmente si addormenterà e voi non diventerete isteriche.

  • Se non vuole dormire, magari non ha bisogno di farlo. Eh già, dura da ammettere ma esistono bambini che hanno meno bisogno di dormire di altri. Osservate i ritmi di vostro figlio: i bimbi hanno bisogno, per dormire bene, di arrivare a sera stanchi. Per esempio, io ho dovuto bruciare un po’ le tappe, e gli ho tolto la nanna mattutina molto presto, verso gli 8 mesi, guadagnandone in un riposino pomeridiano di un paio d’ore, altrimenti impensabile.

 


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