Utili&futili

Dunque, fra qualche giorno io compio gli anni. E quest’anno la situazione è critica perché comincio ad accusare i segni e la stanchezza di un’età biografica alla quale emotivamente non sono preparata. L’unica consolazione è aver scoperto  che sono quasi coetanea di Candy Candy e ne ho qualcuno in più di Pretty Woman.

Ah, non l’avete sentito? Il film che ci ha rovinato l’adolescenza compie 25 anni.

Perché rovinato? Perché siamo cresciute tutte, noi degli anni Settanta con l’idea che alla fine un principe miliardario galante e gran scopatore venisse a strombazzare sotto casa in limousine. E oggi, giusto per farci capire che il tempo non è passato invano nel film più discusso dell’anno c’è un altro pseudo principe giovane, di successo, miliardario e gran scopatore come protagonista (Christian Grey e le sue 50 sfumature di sta cippa).

Bè, a ben riflettere in 20 anni di cose ne sono cambiate eh…

Noi adolescenti di allora siamo cresciute con l’idea che potevi anche essere una gran zoccola tanto con qualche opportuno cambio di look e qualche amico compiacente che ti ripuliva l’hard disk, se arrivava il principe di turno, (che però, non era uno slavato Jamie Dorman ma uno che ti fa sangue solo a guardarlo, leggi Richard Gere) potevi comodamente abbandonare i look trash e gli stivaloni in vinile e con una Chanel e un abitino a pois diventare la raffinata Vivian di turno. Quindi la morale era: tu intanto divertiti, poi ci si pensa.
Sottotitolo: le favole esistono.

Invece oggi, le poverine che vanno a vedere 50 sfumature si identificano in una povera commessa anonima, cresciutella e  vergine, che si innamora del giovane riccone con le turbe sessuali e scopre che il sesso non è fare l’amore come Richard e Julia ma divertirsi a “scopare forte” con giochini e ammennicoli vari. E dulcis in fundo, dopo il sesso, al posto di addormentarsi sereni, devi prenderti quattro pacche sul culo. Suvvia non scherziamo.

Pretty Woman almeno, sotto sotto, il messaggio lo lanciava chiaro: c’è sempre la possibilità di riscattarsi nella vita. E nessuno può comprare i tuoi sentimenti.

Io l’ho amato quel film. E soprattutto l’abito di Julia a pois, indimenticabile. Ho anche pensato di imitarla, nell’abbigliamento intendo.
Mi sono presentata a un matrimonio con tanto di cappellino e abito pallini.  Ma  Richard non è venuto.

io
Anzi, io l’ho aspettato per più di trentanni il principe e quando è arrivato era squattrinato, non con la Limousine ma con una Polo verde sgangherata. E per la cronaca, stufa di aspettare,  gli sono saltata addosso io, giusto per non perdere il giro.

Zoccola o meno, riflettendo,  meglio essere Vivian/Julia e sognare la favola che la povera Anastacia che nonostante mascherine e bondage, alla fine col suo “sfumato grigio” vuole solo fare famiglia. Oh… vi ho svelato il finale?

Vi ricordate quando Richard Gere chiede a Julia:«Che cosa vuoi, Vivian?»

La favola. Tutte vogliamo la favola.

E la favola vera è quella di Vivian,  che si arricchisce di dettagli come la soddisfazione di andare a fare spese in Rodeo Drive e sbattere in faccia a tutti che cambiare si può, altro che elicotteri e stanze dei giochi. La camera armadio è quello che fa felice una donna.

Perciò, sapete che vi dico? Buon compleanno Vivian alla faccia di Anastacia.

 

 


Lascia un commento con facebook


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *