Utili&futili

Peppa Pig non ha bisogno di presentazioni.

È uno dei cartoni più amati dai bambini e, in compenso, tra i più odiati dai loro genitori. Per via di una maiala querula e petulante ai limiti del sostenibile, certamente.

Ma non solo. Peppa Pig la scrofa quattrenne che dà il nome all’intera saga di famiglia è l’incarnazione della molestia. Vorresti prenderla a ceffoni dopo solo trenta secondi che la vedi ruttare e saltellare e lagnarsi e infilarsi quelle inutili galosce ai piedi. La odi con ferocia, ma non sai ancora bene perché.

peppa-pig

Mi sono confrontata con un po’ di genitori prima di mettere mano a questa piccola esegesi e tutti, nel bene o nel male, ci troviamo concordi nell’aspirazione di fare di Peppa la protagonista della prossima sagra della porchetta di Ariccia.

peppa

Ma in realtà, mi sono fatta l’idea che noi non odiamo la piccola suina, bensì la sua proiezione, colei che di qui a una manciata di anni diventerà una nuova Mamma Pig.

mamma pig

Perché è lei, la mamma appunto, il vero genio del male, la vera eminenza grigia di casa Pig: scrofa imperfettibile che ha preso il femminismo assai sul serio, al punto da ritenere di poter fare di quella povera bestia (è davvero il caso di dirlo) che mite le grugnisce accanto, una specie di lacchè, un servo scemo che sospira ad ogni suo passo indietreggiando davanti al suo irraggiungibile ingegno.

Sì perchè la suffragetta tardona ha sempre la soluzione migliore per ogni problema, interviene con puntualità a risolvere i disastri combinati da quel povero disgraziato, e lo fa con una disinvoltura tale da indurre ansia da prestazione anche nel più virile dei verri.

In molti, troppi episodi della serie, vediamo la signora Pig intenta a scrivere grandi cose al pc, concentrata e assorta come se sulle sue spalle si reggesse il destino del mondo, mentre il marito penosamente lava i piatti con indosso un grembiule decisamente troppo frou frou.

Dice ma che sei maschilista che i piatti li devono lavare solo le femmine e i maschi devono stare in poltrona?

papà

No. Neanche un poco. Credo però che vada rispettata una certa geometria affettiva: il punto infatti non è che Papà Pig lavi i piatti –per dire- il punto è che li rompe tutti e la moglie fa eco ad ogni crash con qualcosa come “Oh Papà Pig, ma cosa combini, sei veramente un disastro” e giù i due figli a prendersi gioco del padre.
In alcuni episodi Peppa lo chiama addirittura ‘stupido’ roba che se io lo avessi fatto con il mio di padre, avrei ancora stampate le cinque dita sulla faccia. Anche George, il fratello settimino se la ride di gran gusto quando il padre semina il panico per casa, forse perché nessuno gli ha ancora detto che di lì a una manciata di anni gli toccherà la stessa identica sorte che lo costringerà a fare i conti con una sessualità quanto meno difficoltosa quando non frustrata.

Papà Pig deve appendere un quadro al muro? Lui non fa un buco, lui il muro direttamente lo butta a terra. Poi sudando sette suine camicie, umiliato dal suo stesso sangue che mai, e dico MAI dimostra quel minimo di pietas tanto cara ai latini , lo rimette in piedi per aspettare l’arrivo della mamma che manco entra dalla porta e “Oh Papà Pig ma non hai fatto NIENTE tutto il giorno, in fondo dovevi SOLO appendere un quadro!”, e con uno slancio da giavellottista posiziona il chiodo e appende finalmente il quadro più inutile della storia, alla parete.

Frittelle a colazione? Mamma Pig ne cucine tre tondissime e perfette (per sé e per i figli, naturalmente) mentre quel povero disgraziato non solo deve farsela da solo, ma nel girarla la fa attaccare al soffitto e giù una sequela di insulti e scherni che trova fine solo quando il genio della meccanica quantistica va al piano di sopra e inizia a saltare finchè la frittella non viene giù per le vibrazioni indotte dal salto.

Telefonano dalla Francia? Naturalmente risponde Papà Pig che niente intende e con non poco imbarazzo passa il telefono alla sua gentile poliglotta signora che “Ooh Papà Pig, ma è SOLTANTO francese” per dire.
E cosa succede mentre mamma Pig è impegnata in un’ esercitazione antincendio insieme alla sua degna compare, la Signora Coniglio? Che il tapino – che secondo gli sprezzanti autori del cartone niente altro poteva fare che un barbecue assieme agli altri maschi senza pene che affollano la piattissima Inghilterra- le telefona mentre è alle prese con un muro di fuoco, semplicemente perché non trova la senape. Naturalmente Papà Pig è grasso (si discetta del diametro della sua pancia in TUTTE le puntate), spesso puzza, fa i rutti, russa in maniera fragorosa, è distratto, inabile pressocchè a tutti lavori manuali e intellettuali e a ricordarglielo non sono solo Mamma Pig e l’inutile Peppa, ma –e qui si tocca la punta più subdola della produzione autorale mondiale– anche il SUOCERO. Che sa sempre –e da sempre- cosa è meglio, come è meglio, quando è meglio. Nonno Pig, unico maschio alfa di tutta la serie, umilia, irride, mortifica, schiaccia il malcapitato genero finanche, in un episodio, allungandogli dei soldi.

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Probabilmente specchio di una società che presenta il maschio come un essere inutile, inferiore, di cui si può bellamente fare a meno, e quel che è più grave consapevole della propria crescente, inarrestabile inadeguatezza, Peppa Pig è davvero un brutto cartone, violento direi, di quella violenza strisciante che si infila tra le pieghe e si accomoda tra le coscienze senza che neanche ci si riesca ad accorgersene.

Inutile dire che mia figlia ne va pazza e che è nella top five della nostra playlist casalinga. Non ho idea, francamente, di come si possa arginare la veicolazione di un messaggio tanto sbagliato se non con un esercizio quotidiano di rispetto e di parità (quella vera però) dei ruoli e dei sessi in famiglia. So però che se fossi tra i cinici autori della serie, un giorno o l’altro farei imbracciare un kalashnikov all’esasperato Papà Pig che avrebbe così modo di far finalmente esplodere oltre che una manciata di proiettili, anni di rabbia e frustrazione, naturalmente nel supermercato dell’orrida Signora Coniglio.

 

N.B. Questo post arriva da una new BirbaMamma. Si chiama sarah e sono davvero davvero felice di averla a bordo. E’ quella della cucina giocattolo, avete presente? Una poliedrica irriverente, super simpatica BirbaMamma che sono sicura amerete subito!


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