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Ci sono quei post che sono sfoghi, fiumi di parole vomitati sulla tastiera che sai che non dovresti scrivere, ma scrivi. Tipo questo post che è urlato, stremato, stanco. Come me.

Lo sto scrivendo mentre tutti dormono. Nel silenzio ritmato dal ticchettio di un orologio che mi ricorda quanto poco tempo mi rimanga per riposare. E io vorrei tanto riposare. Ma non fisicamente, io vorrei farlo mentalmente. Perciò, visto che non ci riesco, provo a sfogarmi e vedere se con le parole riesco a curare la mia insonnia mentale. Mi succede spesso da quando sono mamma. Non riesco a dormire perché il cervello si riempie di pensieri, si accende manco fosse una discoteca con la musica a palla e sono così occupata a riordinarli che dimentico di dormire.
Da quando poi il #Ribelle ha compiuto due anni le cose sono anche peggiorate.IMG_1327

Qualcuno mi aveva avvertito dei “terribili due” di quella fase in cui le creature angeliche a cui hai dato la vita, a volte (non sempre – ma capita spesso) si trasformano in esseri recalcitranti e dispettosi.

Mi avevano avvertito ma io, memore del fatto che #Ribelle era solo un nick coniato in famiglia “in simpatia” e che prima di essere #Ribelle, la creatura era soprannominata #Bambolotto, non ho mai dato peso alla cosa.

Eppure, la mia amica Claudia qualche giorno fa me l’aveva buttata lì: «Le parole creano azioni. Smetti di chiamare quel povero bambino Ribelle o lo diventerà davvero».

Ecco. Appunto. La profezia dei “terribili due “ e quella “del Ribelle di nome e di fatto” si sono avverate. Come una specie di incantesimo, poff, all’improvviso mi sono ritrovata con un duenne anarchico e testardo, totalmente refrattario a qualsiasi imposizione, ordine e regola. E ai miei pensieri notturni si è aggiunta la convinzione che come mamma valgo quanto il due di picche.

Io dico “non correre!”. E lui parte in accellerata.

Non toccare. E ci mette sopra l’altra mano.

Shhhh!Fai silenzio! E comincia a cantare Heidi e tutto lo Zecchino d’oro a ripetizione.

Non piangere. E infrange il muro del suono coi suoi decibel.

Dormi. E inizia la sua esibizione di capriole, carpiati, tuffi sul lettino.

Ma peggio più peggio di tutto (lo so, non si può dire ma è davvero il peggio) se io gli dico: «Guarda che ora ti meno» e per sottolineare le mie intenzioni mi permetto di schiaffeggiarli una mano, lui che fa? Mi porge l’altra in segno di sfida.

Cioè io e il potere genitoriale due universi paralleli.

Ora non solo non so davvero da che parte iniziare a dare delle regole a sta specie di terremoto, ma mi sento anche abbastanza frustrata. Posso?

Io che devo inseguirlo ovunque modello ippopotamo dietro a uno struzzo, notoriamente uno degli animali più veloci sulla terra, perché se gli dico fermati, parte in quarta. Immaginatevi la scena. Io che mi muovo al rallenty e lui che mi sbeffeggia. E ci sta che prima o poi mi faccia pure una pernacchia con sputo, come fanno gli struzzi. Mammaaaaaa…..Prrrrrrrrrr!

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Capite perchè a volte mi sento affranta? Vecchia? Stanca?

Goffa e madre di uno struzzo che tra le mie braccia diventa una anguilla ogni volta che tento di bloccarlo, e una scimmia urlatrice quando gli chiedo di smettere di fare qualcosa. Tipo che ho dato vita a un Transformer genetico e non lo sapevo.

E io son o sempre l’ippopotamo. Che per difendersi può solo sfruttare la sua mole. Che faccio lo atterrò con un colpo de panza?

Ecco perché la notte non dormo. Cerco soluzioni. Penso a quando e se riuscirò a farmi ascoltare.
La mia amica psicologa (lo ammetto, ho chiesto aiuto anche a lei) dice che i capricci non vanno mai assecondati, basta fargli capire chi comanda e perché gli si impone qualcosa.

Pare facile, e io intanto la notte mi tormento pensando alle scene che vivo quotidianamente e a come risolverle. Come oggi al supermercato: fila alla cassa, io che cerco di mettere la roba sul nastro e lui che sfugge andando a perlustrare ogni corsia finché finalmente lo blocco e torno alla cassa a ultimare la spesa mentre l’intero supermercato si gira a guardarmi e lui, il duenne Ribelle/facciad’angelo dà il meglio di sé nell’interpretazione di Otello con acuti che farebbero risuscitare pure Desdemona.

Ditemi voi BirbaMamme patentate, bis e plurifiglio che gestite birbaMarmocchi che manco in caserma, ditemi, come c*** fate a farvi obbedire?

Ok. Vado a dormire che se il cervello lo spengo, forse, si ricarica.


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