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Ci sto prendendo gusto a segnalarvi i libri. E questo è un libro speciale. Di filastrocche per bambini e adulti che non hanno dimenticato di essere stati bambini.
Un libro di due artisti, un poeta/cantante e un pittore che, fondendo la loro arte hanno dato vita a una nuova opera, bellissima.

Il Sentiero e altre filastrocche è il libro di Gianmaria Testa e Valerio Berruti, Gallucci Editore (15 €) ora in libreria.

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Il Sentiero e altre filastrocche. Gianmaria Testa, Valerio Berruti, Gallucci Editore

Un libro che racchiude tre storie, in versi, illustrate da Berruti che ha animato mappe di trekking, pagine di vocabolari e sfondi di carte nautiche con i suoi delicati disegni di bambini.

Gianmaria Testa io l’ho conosciuto qualche anno quando andavo all’Università, su suggerimento di un’amica che aveva gusti musicali (evidentemente) molto più raffinati dei miei.
Fu lei a farmi amare Gianmaria e le sue canzoni, che erano già delle vere e proprie poesie.
Quelle canzoni che ti piace riascoltare in loop soprattutto in quelle fasi della vita in cui hai l’ormone ballerino e ti innamori ogni mese, avete presente? Quelle che qualsiasi parola riesce a suscitarti un’emozione adattabile a ciò che stai vivendo, dalla delusione  all’infatuazione del momento.

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Il Sentiero e altre filastrocche. Gianmaria Testa, Valerio Berruti, Gallucci Editore

Di tempo ne è passato un bel po’ da allora, le canzoni di Gianmaria sono sempre bellissime e vi invito ad ascoltarle se non lo conoscete. Purtroppo a maggio si è ritirato dalle scene per curarsi da un brutto male ma questo libro  e lo farà apprezzare perché questo libro va oltre la musica, è poesia.

E non è un libro per bambini, sebbene a loro sia dedicato ma un libro che attraverso le filastrocche riflette sui nostri tempi e  serve a tutti noi, adulti, a ritrovare quella dimensione ludica e sognante che la maturità spesso rimuove.

Tre le filastrocche racchiuse tra le immagini: “Il sentiero” racconta di una stradina di Riotorto che gli adulti non sanno dove porti perché solo bimbi e gatti ci possono passare

“tutti gli altri stanno fuori, morti di curiosità
che vorrebbero sapere quella strada dove va”

Ne “Le parole straparlate”  le parole, stanche di essere usate a casaccio si ribellano e decidono ognuna di cambiare il proprio significato, a caso, creando così il caos tra gli adulti perché i bambini, invece, sono gli unici a capirne sempre i significati.

“…non è colpa dei bambini se gli adulti parlan male loro son venuti al mondo senza dirne di parole”

Infine, in  “Ventimila leghe in fondo al mare”  i mari del mondo, decidono di non scambiarsi più acque e pesci, attraverso la chiusura di tutti i canali, da Buona Speranza a Gibilterra. E finiscono per ridursi in gocce…

 

 


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