Usciamo

Due mamme, tre bambini e una gita nel Salento partendo da Leuca, soggiornando a Santa Cesarea,  con puntatine a Otranto e Torre dell’Orso.
Per due giorni ho vissuto il mio Salento da turista ed ecco cosa ho imparato.

Io e #IlRibelle siamo andati a trovare “un’amica della mamma” che villeggia a Santa Cesarea Terme. Una di quelle con cui la mamma si divertiva prima che tu, piccoloduennesconvoglimondo venissi alla luce. Una con cui facevamo lunghe chiacchierate e condividevamo mille sogni che ora è mamma di due bimbi, un maschietto di 4 anni e una piccoletta di 20 mesi.

bambini, santa cesarea

Partire per andare a trovare un’altra mamma è di solito un vantaggio: sai che se mai dimenticassi qualcosa lei può avere tutto. E quindi siamo partiti sereni anche se a casa avevamo lasciato la busta dei giocattoli.

Primo insegnamento: mai andare a trovare  altri bambini possibili “competitor” senza i giocattoli del proprio.
È una dichiarazione di guerra, per la serie io vengo a invadere il tuo territorio e mi fotto le tue macchinine. Non sia mai.

Santa Cesarea è un bellissimo posto di mare, scogliere alte, mare incontaminati, stabilimenti a picco sulla roccia. Roccia. Scogliere. Ancora roccia. Insomma, se anche voi avete figli piccoli e irrequieti e non volete lasciarci le penne per lo spavento, sappiate che a Santa Cesarea Terme l’unico posto dove potete portarli al mare  senza pericoli è la piscina delle Terme. Di acqua sulfurea. Quindi arriviamo al secondo insegnamento.

piscina sulfurea di santa cesarea terme

Se andate a fare il bagno in una piscina di acqua sulfurea puzzerete di uovo marcio per almeno due  giorni.
E ricordatevi di togliere ogni bracciale, anello, collana che non sia d’oro se non vorrete che si anneriscano.
Nella piscina il tempo di resistenza medio delle mamme a mollo è 15 minuti: non c’è copertura e l’acqua è calda. I bambini invece andrebbero avanti delle ore. Quindi se avete la pressione di una lucertola, cercate di uscire e rigenerarvi con una doccia fresca ogni tanto o vi troveranno sciolte nello zolfo.

La sera io e la mia amica, non paghe di aver esaurito le energie in piscina, abbiamo deciso di tentare la visita di Otranto. Arrivarci al tramonto dalla litoranea, nonostante le curve, è stato emozionante.

Otranto è sempre meravigliosa ma… se avete dei figli:

Quarto insegnamento: prenotate sempre, ovunque. Trovare posto in pizzeria alle otto di sera è come tentare di vincere al superenalotto senza comprare il biglietto, cioè impossibile. 

Noi ci siamo accontentate di un take away economico dove abbiamo mangiato arancini e due pezzi di salsiccia e abbiamo concluso con un mega gelato per i tre insaziabili.
Otranto l’abbiamo dunque solo sfiorata, tempo di permanenza tre ore compreso il parcheggio (sotto al porto, strisce bianche!).
La passeggiata nei vicoli con tre passeggini, se avete la pazienza labile, diciamo che è uno sport che vi consiglio di evitare dal 15 luglio al 15 agosto nelle ore di punta. 

E non è finita. Né io né la bis mamma avevamo mai visto Torre dell’Orso. Quale migliore occasione?

torre dell'orso

Così abbiamo deciso di andarci il giorno dopo. L’avventura è iniziata al mattino in un orario non  proprio consono alle gite con bimbi. Ossia le 11. Due auto in processione perché con tre seggiolini in una sola non ci entravamo. Caldo modello Sahara.
“Ma dai, seguiamo le indicazioni del navigatore ed evitiamo la litoranea che è tutta curve”.

Quinto insegnamento: nel Salento non fidatevi del vostro navigatore – soprattutto se lo avete sul telefonino –  anche se la vostra relazione dura da anni. Potrebbe condurvi per vie impervie e uscirne sarà più difficile che per il Minotauro dal suo labirinto.
Che poi il segnale proprio mentre siete a un bivio si perde.
Per arrivare da Santa Cesare a Torre dell’Orso, circa 30 km noi abbiamo circumnavigato la foresta umbra, Alberobello e solo quando abbiamo capito che stavamo per arrivare in Calabria, abbiamo chiesto a un signore che, commosso, ci ha accompagnato sino all’imbocco della litoranea per Otranto.
Cioè a 10 Km da Santa Cesarea. Cioè, noi in due ore nelle campagne salentine avevamo percorso giusto 10 km.

E veniamo a Torre dell’Orso. Che meraviglia di baia. Peccato però che noi si sia giunti alle 13.30 con 40 gradi all’ombra, tre marmocchi in preda a crisi isteriche e la spiaggia affollata che manco un formicaio. Delirio totale. Sclero. Io esaurita.

Sesto insegnamento: se non sai programmare le tue vacanze, stai a casa. Se non hai prenotato un ombrellone (leggi quarto insegnamento) sii pronta a caricarti come uno sherpa se non vuoi incendiarti sotto al sole o passare la giornata sotto un albero seguendo l’ombra. 

Settimo insegnamento: porta sempre  cibo e acqua con te. Non sai quanto possano essere famelici tre bambini dopo due ore di auto sotto al sole. 

Comunque all’alba delle tre del pomeriggio e dopo aver nutrito sotto a un pino (la mia amica è organizzata, aveva portato cibo per pranzo e cena) abbiamo trovato un ombrellone in 5 fila a prezzo umano nello stabilimento del residence Barone di Mare (ve lo consiglio perché è carino e i tizi sono gentilissimi) proprio sotto gli scogli delle “due sorelle”.

La nostra gitarella si è poi conclusa nella ridente località marina con un gelato super libidinoso acquistato da Dentoni, pasticceria in centro con una bellissima terrazza sul mare e che ha anche i coni gluten free (oltre a un gelato alla nutella che smaltirò nel 2023).
Ah, siamo anche passati da un locale del quale mi sono innamorata che sapeva tanto di vacanza da single innamorata, molto hippy. Si chiama la Casaccia. Non so dirvi come si mangi o si beva ma quelle sdraio sotto gli alberi illuminati dalle lucine, al posto dei classici tavolini, mi hanno incantata.

Al ritorno abbiamo deciso di fare la litoranea. Meglio morire annegate che disperse nelle campagne. E…

Ottavo insegnamento: io sclero sempre per ogni imprevisto ma dovrei imparare dalla mia amica più saggia e paziente che dice sempre che alla fine, non vale la pena perché una soluzione c’è sempre e i bimbi si adattano. Vero.  Al ritorno #IlRibelle era addormentato e io mi sono goduta una strada suggestiva, nonostante le curve, con il mare e la scogliera illuminati da una luna “accesa” come dice mio figlio, che sembrava una cartolina.

Nono insegnamento: esagerate con le salviettine umidificate e i cambi. Anche se 6 magliette vi sembrano troppe per due giorni. Non bastano mai.

Decimo insegnamento: ci sono mamme super organizzate ed easy e mamme complicate a prescindere. Se appartieni alla seconda categoria, sappi che ti perdi tante belle cose perché a volte un po’ di leggerezza non guasta. Se, però vuoi provare a emulare la prima categoria, sii consapevole che ci vogliono anni e anni di perfezionamento prima di cambiare. Io ci sto provando. Giuro.

 

 

 

 

 

 


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