Pappa

Questo post arriva da una delle nostre BirbaMamme più creative, Birba Vale e vi sarà utile non solo per sfruttare i suggerimenti e giocare con il cibo ma anche per invogliare a mangiare i BirbaMarmocchi più restii a fare la pappa.

Sapete cos’è La Notte dei Ricercatori?

E’ un’iniziativa promossa sin dal 2005 dalla Commissione Europea per diffondere la cultura scientifica, avvicinando le famiglie, i ragazzi e i bambini al mondo della ricerca: un mondo affascinante ma spesso sconosciuto. Ed è un’occasione per tanti ricercatori per promuovere il loro lavoro, cercando un modo simpatico, informale e stimolante di presentarlo.

Quest’anno l’iniziativa si è svolta venerdì 26 Settembre e in Italia hanno aderito ben 23 città tra cui Milano dove, per il primo anno, c’ero anche io.

Ma soprattutto c’erano tanti bambini, tante famiglie, nonni, ragazzi, insomma gente di tutte le età e dagli interessi diversi, tutti entusiasti, incuriositi, pronti ad ascoltare quello che avevamo da raccontare.

E di cose da raccontare ce n’erano davvero tante.
I temi quest’anno erano 4: benessere, salute, nutrizione e ambiente, il tutto esposto in 48 stand.

C’era chi dimostrava il funzionamento di un robot a forma di bruco con cui i bambini potevano giocare e interagire, spiegando poi come con lo stesso principio si possa costruire una carrozzina autonoma capace di costruirsi una sua mappa dell’ambiente, e quindi in grado di trasportare una persona disabile facilitandole molto la vita.

C’era chi aveva creato un mini-laboratorio dove realizzare veri e propri orti, spiegando quali sono gli elementi scientifici alla base dell’agricoltura e cogliendo l’occasione per introdurre concetti chiave per una alimentazione più sostenibile, come la produzione a Km zero e la stagionalità delle colture.

E poi c’era chi cercava di rendere più simpatica la matematica ai bambini, spiegando loro quanto questa sia importante anche per la realizzazione di una ricetta di successo e preparando con loro degli ottimi biscotti.

E poi c’eravamo anche noi!!

Il nostro stand si chiamava “Faccia da Toast”, un laboratorio-gioco rivolto ai bambini di 5-12 anni dove, insieme ai pediatri, cercavamo di spiegare ai bambini (e alle mamme) l’importanza di una corretta alimentazione, per una crescita adeguata e per scongiurare il rischio di malattie gravi.

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E per questo avevamo imbandito una tavola ricca di verdure fresche (carote, cetrioli, zucchine, lattuga) e cotte, di legumi, di maionesi colorate ma senza uova né latte e a base di carote, ceci o barbabietole, con le quali i bambini potevano decorare il loro toast nutriente e salutare, che poi avrebbero mangiato in nostra compagnia o a casa. Uniche concessioni: qualche fetta di prosciutto cotto o tacchino, uova sode (ottime per fare gli occhi) e un po’ di formaggio.

All’inizio eravamo un po’ preoccupati e intenzionati a preparare dei toast-esempio in modo che i bambini capissero cosa fare, ma ovviamente non ce n’è stato bisogno. I bambini si sono divertiti tanto e hanno preparato dei toast colorati e simpatici anche se non tutti erano poi così entusiasti di doverli mangiare .

Questi toast sono belli da vedere e perfetti quando i BirbaMarmocchi e i loro amichetti invadono le  case, vero?!?

Una volta finito il loro toast, i bambini meritavano chiaramente un premio: concludere la visita al nostro stand con un dessert a base di frutta e cereali.

Anche qui serviva un’idea simpatica e che li tenesse occupati, e allora abbiamo scatenato la nostra fantasia preparando dei simpatici animaletti “fruttosi” che loro potevano provare a riprodurre. Ecco, ve ne presento alcuni.

Il riccio “UVOSO” ha riscosso un successo enorme.

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Per riprodurlo avete bisogno di una pera (da sbucciare solo nella parte alta), tanti chicci d’uva e tanti stuzzicadenti (per il musetto, usate un chicco d’uva a metà, svuotatelo un po’ e appoggiatelo sulla pera, usando come collante un po’ di marmellata o di miele; per gli occhietti vi concediamo 2 gocce di cioccolato).

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Poi avevamo il birba ranocchio, per il quale avrete bisogno di una mela, un paio di chicchi d’uva e qualche fetta di banana (per le pupille 2 chocopops)

E ancora, i pesciolini innamorati. Semplicissimi da fare, con un paio di fette di arancia, 2 pezzetti di carota e qualche mirtillo.

Avevamo anche un simpatico bruco che strisciava in un “prato” di cereali e la famiglia di TARTAKIWI (per i bambini un po’ stitici come la mia): vi basteranno dei kiwi e dei chicchi d’uva.

E se avete solo una mela? Tranquilli, arrivano due simpatici GRANCHIETTI.

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Per le mamme sempre di corsa, perfetto per convincere anche i più restii afare merenda, il delfino .

E infine, la nostra pecorella nera che in realtà era bianca ma, diciamolo: era la più bruttina di tutti.

Mamme, io non vedo l’ora di poter iniziare a “pasticciare” con la mia gnometta in cucina copiando questi suggerimenti alla ricerca del nostro animaletto preferito. E voi?


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