Utili&futili

La settimana della luna nuova ha riempito la mia bacheca Facebook di fiocchi rosa e azzurri. Un sacco di neo mamme felici e di papà emozionati che hanno postato foto di piedini e manine mignon, ma anche zampine di cuccioli vari, cani e gattini lillipuziani… Perchè alla fine, la natura fa il suo corso sempre, per tutti gli esseri, umani e animali. Che meraviglia!

Ieri sono andata a trovare una di queste bimbe in Mangiagalli.
Sono tornata in quel posto dove la mia vita, tre anni fa, ha avuto la svolta.

Passando dal nido ho avuto un ondata di emozioni, ho accarezzato il carrellino trasparente che fa da culla ai neonati e mi è partita la lacrimuccia ricordando i miei pellegrinaggi dalla camera alla nursery per lavarlo e cambiarlo.

birbamamme

Poi, prima di lasciare l’ospedale, ho voluto passare dal piano di sotto, ho rifatto quelle scale e quel percorso che tre anni fa facevo almeno 4 volte al giorno. Mi sono fermata davanti alle vetrate della terapia intensiva. Non so perché ma sentivo di doverlo fare.

Ho sbirciato dentro quelle stanzette mentre non riuscivo a trattenere le lacrime. Guardavo le facce di quelle mamme e di quei papà infagottati nei camici sterili e pensavo al turbinio di emozioni, ansia e paura che avevo vissuto, a quel senso di angoscia che tutto potesse andar male, al disorientamento che quella nuova vita così fragile aveva portato nella mia vita e alla paura di perdere tutto…

Ho pensato a quanto sono stata fortunata perché oggi il mio piccolo #Ribelle è un bambino sano e compirà, a giorni, tre anni pieni di sorrisi.
Ho pensato che tanti altri piccoli non hanno avuto la stessa fortuna e che spesso si dà tutto, troppo per scontato o si finisce per fare attenzione a certe cose solo quando è la cronaca a parlarne.

Ho pensato che una vita è un miracolo ma ogni tanto prima che si compia davvero, molti genitori devono passare per l’inferno e sperare di uscirne indenni.

Ho pensato che avere un bimbo sano e un parto senza conseguenze non è scontato nemmeno nel 2016. Che c’è ancora chi muore di parto o bimbi che non vedono la luce.

Ho pensato a tutti gli sforzi che ogni madre compie per il proprio figlio in ogni latitudine.

Ho pensato alla coppia di miei amici che poco più di un anno fa ha dovuto dire addio a un bimbo sano, cercato con tutte le forze, frutto di un eterologa, perchè “qualcuno” ha sbagliato manovra in sala parto. Oggi per fortuna stringono al petto un altro bimbo, arrivato senza nessuna cura.

Ho pensato che bisogna essere grate sempre, ogni minuto.

E ho pensato a quando ti chiedono: ma non ne fai un altro?


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