Usciamo

Sono sempre stata una festaiola, per me ogni occasione  era, e sottolineo era, buona per festeggiare.
I miei party preferiti? Quelli a tema, in maschera. Mi sono sempre divertita un casino per cui già quando ero incinta immaginavo il momento delle feste dei piccoli come una cosa divertente ed emozionante e sognavo temi improponibili come “20 mila leghe sotto i mari” con la casa che diventava un oceano o “Space Invaders” o un semplice Principesse e Cavalieri ma fatto bene, capito come?

Ora, è vero che quando io ero piccola il massimo del divertimento era invitare i cuginetti e qualche vicino di casa a mangiare la torta. Ma dalle feste low profile “in famiglia”  alle esagerazioni da mamme in delirio da party planner ci sta un mondo.

Ed ecco quello che vorrei suggerirvi e che ho imparato sulla mia pelle.

totem

Tutto è iniziato quando ho deciso di festeggiare il primo compleanno del Ribelle, che all’epoca fortunatamente era ancora Bambolotto. Eravamo in Terronia dai nonni e io volevo assolutamente fare una festa, bella, grande, memorabile. Vuoi non celebrare il primo compleanno?
Per cui, appoggiata dalla nonna,  sono andata in giro a cercare la location, poi a incastrare la data più comoda per tutti in mezzo alle vacanze pasquali (il Bambolotto è di fine aprile) e infine ho invitato gli amici (ovviamente miei e di BirbaPapà con annessi pargoli in età comoda).
Sono stata fortuna perché  mi sono affidata a una ludoteca ( Nuvoletta ed è in provincia di Lecce per chi ci tenesse a saperlo) fantastica che ha provveduto ad addobbi, regalino post festa, buffet per adulti e piccini e torta di quelle super decorate che era bella ma anche buona. Ma, soprattutto, ha messo a disposizione tre animatrici per circa 15 pargoli gattonanti che li hanno “gestiti” dai giochi alla merenda all’apertura dei regali e liquidati in tre ore puliti e cambiati. Chapeaux!

regalini

Lo scherzetto ci è costato quanto un ingresso in società del Bambolotto (BirbaPapà ha già detto infatti che i prossimi festeggiamenti saranno per la maggiore età!) ma tutto sommato devo dire che ho avuto il minimo sbattimento e un risultato eccellente. Certo, io ho voluto fare anche dei cadeaux personalizzati, ma questa è un altra storia.torta

In realtà tutti i bimbi erano accompagnati dai genitori perché in pochi deambulavano autonomamente ma le animatrici hanno saputo separare adulti e bambini e gestire autonomamente i piccoli che si sono divertiti un sacco, davvero. O almeno così mi è sembrato. Magari da grande il Ribelle mi insulterà e mi dirà: ma cosa cavolo avevi in mente alla mia festa di compleanno? divertiamo

Questa è stata la nostra prima esperienza festaiola in cui però eravamo protagonisti. Poi io e il Ribelle, accompagnati dalla nonna, abbiamo ricambiato la cortesia e siamo andati a festeggiare, a fine estate, il primo compleanno di un amichetto. compl-aperto

La festa stavolta era in un luogo all’aperto e l’animatore era lo zio del bimbo che si è improvvisato mago e clown e ha cercato (ed è riuscito in maniera egregia) di tenere a bada i bambini tutti, però, più grandi del festeggiato.

clown

 

Unico neo della serata, in un grande prato all’aperto, era l’estensione dell’invito anche a intere generazioni di zanzare e l’odore di Autan che si confondeva con quello delle salviettine deumidificate. Però c’erano pure le lanterne, che in ludoteca non puoi certo accendere. Ai bambini gliene fregava poco, lo ammetto ma sono così suggestive….lanterne

E veniamo al party numero tre. Toda la family ha partecipato alla festa di compleanno della figlia di amici. Lei di anni ne compiva quattro. Quindi “mooolto” più grande del Ribelle che, data la sua trasformazione, ovviamente poco si trovava a suo agio tra bambine  più grandi che lo scansavano e, di prepotenza, lo escludevano dalle attività.

La festa era in ludoteca con due animatrici che fortunatamente hanno rallegrato e tenuto a bada gli animi di una ventina di bambini ma c’erano anche i vari mamme e papà degli invitati che vagavano tra le sale cercando di evitare i pargoli in delirio eccitazione.

Ora, perché vi dico tutto questo?

Perché da single certe cose non le pensi. Mentre da mamma poi ti accorgi che il mondo cambia e tu forse ti dimentichi come eri da single. E perchè, forse, la festa perfetta non esiste. E non esisterà mai se “perfetta” vuol dire a misura di mamma.

Mi spiego. Ci sono cose che forse non dovresti mai fare. Ed ecco la mia lista:

1. Evitare le feste di compleanno per bambini al di sotto dei 30 mesi, facciamo pure 36. Si perché, diciamoci la verità, sino a quell’età loro manco si rendono conto di ciò che succede, per loro festa è fare un gioco nuovo, andare sulle giostrine, al parco, ricevere un giocattolo nuovo. Non certo essere attorniati da tanti altri bambini che  sicuramente gli ruberanno l’attenzione e la scena. Il Bambolotto all’epoca nemmeno andava all’asilo e, sino al giorno del compleanno, la sua interazione massima era stata con un bambino per volta. Figuratevi cosa deve aver pensato alla sua festa, attorniato da 10 sconosciuti. Mea culpa. Io la festa l’ho fatta per me. Ecco, l’ho ammesso.

2. Trasformare la festa per i bambini nella vostra festa. E cioè, secondo me, andrebbero fatte ovunque, meglio se in ludoteche o spazi attrezzati ma con i pargoli “abbandonati” alle animatrici/educatrici e i genitori a casa. Tipo tu arrivi, lo scarichi e poi lo vai a riprendere. Come succede all’asilo o a scuola materna per intenderci. Perché costringere i genitori a subire strilla, casino, delirio che già vivono quotidianamente ma, all’ennesima potenza? I bambini, da soli, si divertono di più e in quelle due ore mamme e papà magari vanno a farsi un giro, cosa c’è di meglio?
E invece no, la maggior parte delle volte l’egoismo di noi mamme ci porta a presenziare immortalando ogni singolo battito d’ali dei poveri marmocchi «E guarda mamma!!!!»«E Sorridi amammà!»,  E«Uhhhhhh che bel regalo il completino in cachemire color crema» mentre la poveretta avrebbe preferito mille figurine di Peppa Pig.
Ma le mamme sono così felici di esibire le loro figliole e i loro maschiacci e fare gossip con le altre mamme mentre i papà, poveri, di solito sono in un angolo, cuffiette alle orecchie, cercano di seguire la partita di campionato.
Tristeza per favore vai viaaaaa!

3.Invitare alla festa i figli dei vostri amici e non gli amici dei vostri figli. Come ho fatto io (anche se a un anno è difficile che lui ne abbia, e infatti dovevo proprio evitare il festone e fargli semplicemente passare due ore al parco insieme a genitori e nonni, l’ho già detto!).

Primo perché dei vostri amici i bambini non sanno che farsene, potete invitarli a cena in una qualsiasi altra giornata.
Poi perché è inutile invitare  i figli di amici, seppur in età compatibile, con cui a malapena i vostri si sono incontrati mezza volta.
Anche a due anni, i BirbaMarmocchi hanno i “loro amichetti” che, di solito, sono i compagni di nido. E con loro si divertono perché sono abituati a starci. E se avete invitato quella mamma solo “per i rapporti di buon vicinato”, sappiate che potreste avere sulla coscienza i rapporti con vostro figlio, a vita.  Dunque, fate i vostri inviti, meditati.

4. Invitare amici single, soprattutto amiche. La diminuzione del tasso di natalità potrebbe dipendere da voi: un trauma tipo festa di bambini cinquenni esagitati difficilmente lo ammortizzi se non hai figli. Se proprio dovete, fate in modo che trovino altri single con cui parlare di argomenti che non includano consistenza e frequenza della popò, allergie ad alimenti vari, misurazioni e curve di crescita.

5. Improvvisare sui regali.  A meno che non conosciate b-e-n-i-s-s-i-m-o la mamma del festeggiato/a e i suoi gusti, chiedete cosa potrebbe servire (piacere) al piccolo. Soprattutto se optate per un capo di abbigliamento. Al compleanno di Bambolotto ho ricevuto solo completini. Tipo tuta. Io odio le tute e le stampe coi pupazzi. Così per dire. Eh lo so, sono pesante, ma la festa è dei bambini e loro gradiranno, sempre, un giocattolo più di un pantalone, anche se hanno tendenze da fashionisti. Ricordatevelo. Le magliette piacciono a mamma e papà, lui/lei preferisce (e daje!) Peppa.
E non apro il capitolo scelta dei giocattoli perché sennò smettete di seguirmi.

Quando sono più grandicelli ( e allora sì che ti puoi sbizzarrire) scegliete feste con”qualcosa in più” adeguandoli alle predisposizioni dei piccoli.

museoLa mia amica Roberta, ad esempio, a Firenze, ha portato sua figlia  per il suo quinto compleanno,  al Museo di Palazzo Vecchio  insieme a un gruppo di amcihetti. Qui  hanno potuto divertirsi a scoprire come era la vita a corte comportandosi da veri principini. La festeggiata ha indossato addirittura un abito da  vera principessa (immaginate l’emozione?).

 

museo2

 

I costi sono nettamente inferiori a quelli dell’affitto di una ludoteca, lo sbattimento idem e il successo, invece, è assicurato perché difficilmente dimenticheranno questa esperienza.

Fate una ricerca, quasi tutti i musei nelle grandi città ormai hanno eventi dedicati ai bambini.

Volete un’altra dritta? Qualche weekend fa con tutta la BirbaFamily siamo stati in una cascina (Cascina Fremego, nei dintorni di Milano ma ce ne sono ovunque) dove affittano anche le sale per le feste. Se il tempo lo permette è un posto fantastico:  ci sono un sacco di animali che i bimbi possono osservare da vicino, imparano come si munge la mucca o si fanno i formaggi, scorazzano liberi all’aria aperta. E ai bambini queste cose piacciono. Tanto.

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Ultimo appunto:

Vestiteli comodi. Inutile infighettarli se non su loro precisa richiesta e sgridarli perchè si macchiano o imbrattano. E’ la loro festa quindi lasciateli liberi. Punto.

 

E se volete creare un cadeaux originale, leggete il post di BirbaVale su come realizzare una vera corona da principessa (o principino).

 

 

 

 

 


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