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Peppeppeppeèèè oggi è la festa della mamma. Quindi anche la mia festa! Mi verrebbe da fare dei salti per casa.

Già, io sono una “Mamma”. Che oggi festeggia per la terza volta questa ricorrenza così speciale.
E quest’anno c’è un piccoletto che è già in grado di dirmi “guri pe fetta mamma”.

Praticamente potrei liquefarmi qui, subito.

Io che mamma lo sono diventata per caso. Cioè non è che non fossi consapevole che fare l’ammore senza precauzioni potesse avere qualche piccolo effetto collaterale ma, a 40 anni pensavo che tanto ormai… e così non me la sono andata a cercare con calcoli astrofisici, posizioni acrobatiche, sesso programmato, e termometri messi lì, avete capito dove, per calcolare la temperatura giusta che coincidesse con maree e monsoni e io restassi incinta.

E’ successo. Ed è stato quasi un gioco.
Una gravidanza felice che mi ha sorpreso ogni giorno, perché non so a voi, ma io ogni volta che leggevo i libri e scoprivo, per esempio, che a 8 settimane quel cosino frutto dell’effetto collaterale aveva già le manine mi sembrava una roba degna di un film di fantascienza.

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Un gioco che poi si è trasformato… in un gioco di ruolo.
“Gentile cliente, grazie di aver giocato a “un due tre salto della quaglia” ecco qui il tuo meraviglioso premio “dell’ammore”. Per info su come far funzionare il premio, leggi la storia della vita universale e arrangiati”.

Miii….e come si fa? Libri, consigli, tentativi, errori, scoperte. Sto gioco ogni giorno si fa più difficile. E a volte mi piacerebbe chiedere ad altre giocatrici come hanno fatto prima di me, studiare le tattiche di quelle più esperte e farle mie, trovare la forza dei giocatori più deboli che resistono nonostante tutto. Perché alla fine è un gioco bellissimo.

Un gioco che ti fa crescere anche se a volte ti piacerebbe tornare bambina e metterti al livello di quell’esserino che tu stessa hai creato. Un gioco dal quale non puoi ritirarti.IMG_6979

Ah no? Non te lo avevano detto? Non hai letto le clausole in piccolo?

Un gioco, che non è un gioco.

Perché fare la mamma è il compito più difficile del mondo, perché sei tu che stai formando gli uomini e le donne di domani, e ogni errore potrà creare un complesso, far calare l’autostima, aumentare l’aggressività, generare paranoie. Quindi attenta mamma.

Un gioco che a volte mi spaventa. Soprattutto quando penso a come fare per portare avanti il mio ruolo di mamma, a come dare un futuro a mio figlio.

Un gioco che in Italia a volte ti passa la voglia di giocare perché l’ascensore nella metro, quando c’è, non va, perché l’asilo costa più di quanto guadagni, perché nei bagni dei locali ti devi appendere tuo figlio al collo e cambiargli il panno mentre fa il Koala penzolante, perché se hai un figlio probabilmente renderai meno sul lavoro quindi tanto vale mandarti a casa, che tanto la causa non la fai perché non puoi permettertela…

Eppure a questo gioco giocano sempre più donne. C’è addirittura chi, per giocare, si sottopone a estenuanti cure, spese folli e burocrazie internazionali, pur di beccare l’ovetto giusto da “covare”. Chi è disposta a stare 9 mesi a letto per non causare traumi a quell’ovetto. C’è chi viaggia fino all’altro capo del mondo per adottare bimbi che la chiameranno mamma. C’è chi ogni giorno pur di non perdere il proprio ruolo si batte contro assistenti sociali e povertà. O chi, mamma, lo resta a vita anche quando perde lo scopo del gioco perché proprio la vita gli ha tolto il suo scopo.

Ma, come scrive Lucia Giovannini nel suo libro “Risveglia il potere femminile”

“L’essenza della maternità non è ristretta alle donne che hanno figli. E’ una caratteristica innata universale di tutte le donne, è una attitudine della mente, che significa amore pazienza, compassione e allo stesso stesso tempo fermezza e coraggio.
Essere madre non è solo la capacità di fare nascere figli fisicamente ma di dare nuova vita psicologicamente attraverso l’amore”

Quindi, questo gioco, pare proprio valga la pena giocarlo fino in fondo, affrontandone le sfide, accettando le carte degli imprevisti e probabilità che sono davvero tante ma sapendo che le soddisfazioni sul cammino sono maggiori di qualsiasi impegno richiesto. E che basta anche un solo sorriso per ricompensarti di ogni sforzo.

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E la festa della mamma non è altro che una di quelle piccole ricompense, come se all’improvviso anche gli spettatori si ricordassero di applaudire i giocatori.

Di applaudire a tutte noi mamme, che meritiamo quell’applauso ogni giorno, solo per aver deciso di giocare fino in fondo.

Auguri quindi a tutte le mamme, a queste giocatrici accanite che stanno muovendo le piccole pedine che diventaranno i grandi uomini e donne del futuro.

Alle nostre mamme, che quel futuro l’hanno già formato permettendoci di essere qui, nel presente, a parlarne.

Auguri a mia madre che è unica e insostituibile e che vorrei tanto mi dicesse come si fa a giocare bene come ha fatto lei e a mia nonna che ha giocato per ben 5 volte mettendo al mondo altre 5 giocatrici (potremmo tranquillamente definirla una giocatrice seriale, non v’è dubbio).

Mia madre e mia nonna

Mia madre e mia nonna

E a tutte quelle che sperano di diventare mamme presto e divertirsi a scoprire le regole del gioco.

NB. Auguri anche ai papà, che permettono a noi di fare le mamme, altrimenti sto gioco non esisterebbe.

Ah, dimenticavo. Oggi è anche il compleanno di BirbaMamme. Un anno fa come oggi apriva i “battenti” questo blog che mi ha permesso di conoscere tante altre donne e che spero mi aiuti a dare qualche dritta giusta alle giocatrici/mamme che mi seguono. E ricordarci che… siamo una squadra, la più forte del mondo!


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