Nanna

Le librerie, nei reparti di puericultura sono piene di libri riguardanti il sonno dei più piccoli. E vi assicuro che dopo le prime settimane di notti insonni, vi verrà voglia di leggerne almeno uno perché fareste qualsiasi cosa per addormentarlo. Ecco quelli selezionati, letti tutti d’un fiato e analizzati da Birbamamma Claudia.

Quando il mio bambino non dormiva le ho provate tutte. E alla fine sono andata in libreria a cercare un libro che mi desse una soluzione.
Ne ho letti tre sull’argomento, ci ho ragionato su e alla fine…li ho buttati e non ci ho pensato più!

Il motivo è presto detto: non faceva per me seguire un metodo descritto da altri (per quanto esperti), che non avevano mai visto il mio unico e speciale piccolino. Perciò, alla fine, ho deciso di fare di testa mia, prendendo giusto qualche spunto dai metodi che sentivo a me più confacenti.
Però  per voi potrebbe essere diverso, e allora ecco una piccola selezione di libri che potete ordinare facilmente anche on-line, e che prevedono approcci molto differenti al problema sonno (a dimostrazione, ancora una volta, che una regola universale, purtroppo, non esiste!):
1) Fate la nanna. Il semplice metodo che vi insegna a risolvere per sempre l’insonnia del vostro bambino di Eduard Estivill, Silvia De Béjar e A. Ortiz Fernàndez . Edizioni Mandragora. Tratta del metodo del pianto controllato. E’ un classico. Per molti genitori funziona.Semplificando, il metodo consiste nel lasciar piangere il bambino senza intervenire per intervalli di tempo sempre più lunghi, fino a che il piccolo non impara ad addormentarsi e a gestire i risvegli notturni in solitudine. Le mie maggiori perplessità in proposito sono: che venga presentato come un metodo valido sia per neonati di tre mesi (che la notte, solitamente, necessitano ancora di essere allattati; che possono avere problemi dovuti alle coliche o alla dentizione…), sia per bambini di 5 anni; la rigidità di cui necessita il metodo per funzionare (mai sgarrare con gli orari di messa a letto; il metodo va applicato anche in caso di malattia…).

2) Fai la nanna senza lacrime di Elizabeth Pantley: un metodo soft e graduale dell’insegnamento della nanna, che prevede innanzitutto l’osservazione delle abitudini e delle preferenze del bambino (anche attraverso la compilazione di tabelle giornaliere – è un approccio molto americano) .

3) Fate i bravi! (0-3 anni) di Lucia Rizzi: la famosa tata della TV dà consigli sui diversi aspetti della vita e dell’educazione dei bimbi da 0 a 3 anni, includendo anche quelli sulla nanna – routine del sonno e addormentamento in solitudine per il bebè. Se applicato con criterio, io credo che il consiglio di creare una routine serale che accompagni il bambino al sonno e che ovviamente evolva nel tempo in base alle sue età e necessità sia molto utile (purché non diventi una schiavitù. Se una sera volete farvi un aperitivo in centro portandovi dietro il pargolo, fatelo: per una volta andrà a dormire più tardi o si addormenterà nel passeggino)

4) La nanna è facile. Suggerimenti da seguire ed errori da evitare per garantire un sonno sereno a tutta la famiglia di Giorgia Cozza edizioni Leone Verde: è un libro “contro i metodi”. Il suo approccio prevede di accettare ,come normali,

le notti in bianco e la necessità di rassicurazione notturna dei piccoli.

Io ho letto il libro del dott. Estivill (numero 1) e quello della tata Lucia (numero 3), gli altri mi sono stati segnalati, ma come vi ho detto ho presto capito che i metodi non facevano proprio per me.L’unico libro che ho seguito è stata una enciclopedia del bambino, che era il modo per rispondere velocemente, all’occorrenza, a qualche dubbio e curiosità (non solo sull’argomento nanna):

Enciclopedia di puericultura. Il bambino da 0 a 6 anni – aa.vv. – ed. Garzanti.


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