Usciamo

Care BirbaMamme,

so che questo post potrebbe suscitare l’invidia di molte ma, prima di ricevere strali malefici vi racconto il prologo per rendervi partecipi non solo delle gioie (si spera numerose) ma anche della fatica per raggiungerle (fare le valigie, sistemare papà e cane, portarsi l’ufficio dietro. Alt: prima di rispondere pensate che io da sempre sono  la negazione dell’organizzazione. Così, per dire).

partenza

Dunque, un’amica dei tempi dell’università, divenuta da poco BirbaMamma di Vicky mi lancia questa proposta qualche settimana fa: «Perché non andiamo io e te con i bambini a fare una vacanzina in riviera Romagnola?».

Non ho fatto in tempo a riflettere che nella mia mente si era già accesa la spia dei ricordi: aah… quei weekend da single in giro per discoteche e locali a fare alba, le mangiate di pesce colossali, le notti in bianco sulla spiaggia a chiacchierare davanti al mare… dalle labbra mi è uscito un «Siiiiiii!!!!» incontenibile senza nemmeno che me ne rendessi conto. Dimenticando, però, che di anni, da quei tempi remoti ne sono passati tanti, che in più ora c’è BirbaMarmocchio a scandire gli orari e non gli happy hour, che qui lascerei il BirbaPapà da solo, anzi, con il Peloso da gestire e che ormai non basta più un jeans e una maglietta da infilare nello zaino ma devo portarmi via il mondo.
Ecco. Questo il prologo. Perché noi, alla fine, domenica, cioè domani, partiamo davvero. Ale Birba (che sarei io) Ale C che sarebbe la mamma di Vittoria che compirà quattro mesi proprio in vacanza e l’unenne Bambolotto.
Prima che l’avventura abbia inizio (la scusa è anche testare i nuovi solari per voi) vi racconterò cosa c’è dietro una semplice, banalissima, partenza per pochi giorni di vacanza. Il titolo del post sarà: DELIRIO.


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