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Tipo avete presente la strizza prima di un esame? Il mal di pancia da attesa, il cagotto da fifa, le mani modello mocho che trasudano, i piedi che ballano insontenibili il tip tap sotto al tavolo? O ancor meglio: vi ricordate la paura prima di partorire? E se qualcosa non va come dovrebbe? E se muoio per il dolore?  E se non mi fanno l’epidurale, e se mi strappo tutta… ecco, non credo ci sia bisogno di rinfrescarvi la memoria.

Io stamattina ero così, perchè lasciare andare questo sito nell’etere, oggi che oltretutto è la festa della mamma, è un po’ come averlo partorito senza epidurale, senza preavviso nonostante la scadenza ufficiale della data parto, e con un parto precipitoso.

Ma è andata. E proprio come il mio vero parto (sbrigato in un’ora e 25 minuti senza epidurale e terminato con una faccia stupefatta- prima o poi vi scriverò il post) eccoci qui con questa creaturina tra le mani da gestire.

Che dirvi? L’entusiasmo di tutte le persone che hanno contribuito a incitarmi a dar vita a questo blog è la mia vera forza e perciò mi permetto di dilungarmi con un grazie che va, rigorosamente in ordine casuale, a Simon, Gaia, Viviana, Marina, Rossella, Elisa, Davide, Gianluca, Ida, Valentina, Cristina, Claudia, Susanna, MariaGrazia, Marta, Stefania, Roberta.

Ma anche a chi mi ha lasciata a casa senza lavoro quando sono diventata mamma, al mio cane che non mi abbandonerà mai,  alla mia mamma che legge i miei post e ogni tanto storce il naso, al mio compagno che invece dice sempre che sono perfetti mentendo spudoratamente ma, soprattutto, a lui, la mia fonte di ispirazione, il bambolotto numero uno “core di mamma” , il mio piccolo fantastico Jack che stamattina mi ha regalato il suo primo mazzettino di fiori (grazie nonna!).

 

jack

 

 


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