Utili&futili

Che esistesse una festa dei nonni istituzionale l’ho scoperto solo ora.
Diciamo anche che quando è stata istituita in Italia  (nel 2005) ero già bella cresciutella per considerarla degna di nota.

Ma ora c’è il Bambolotto, e una festa come quella dei nonni è un’occasione ottima per festeggiare.
E poi i nonni? Vuoi non approfittare di questa ricorrenza per ringraziarli?

Allora, innanzitutto qualche info: ho scoperto che la Festa dei nonni esiste in America sin dal 1978. Il National Grandparents Day viene celebrato ogni anno la prima domenica di settembre dopo il Labor Day.
In Italia è stata introdotta con la Legge 159 del 31 luglio 2005, quale momento per celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale.
Viene festeggiata il 2 ottobre, data in cui la chiesa cattolica celebra gli Angeli custodi. Cioè oggi.
Ai nonni si ricollega un fiorellino tenerissimo, il Myosotis, più conosciuto come “Non ti scordar di me

non-ti-scordar-di-me

 

 

e una canzone, anzi due, la prima è TU SARAI mentre quella “ufficiale” dal titolo Ninna Nonna,è stata riconosciuta in via informale come “Canzone Italiana dei Nonni” o almeno questo è ciò che riporta Wikipedia.

Il nostro papa Francesco, che è sempre avantissimo, ha anticipato i festeggiamenti celebrando la festa dei nonni domenica scorsa a San Pietro insieme al “nonno saggio”, papa emerito Ratzinger e le sue parole, che vi riporto, la dicono tutta sull’importanza dei nonni:

“Ai nonni, che hanno ricevuto la benedizione di vedere i figli dei figli, è affidato un compito grande: trasmettere l’esperienza della vita, la storia di una famiglia, di una comunità, di un popolo; condividere con semplicità una saggezza, e la stessa fede: l’eredità più preziosa! Beate quelle famiglie cha hanno i nonni vicini! Il nonno è padre due volte e la nonna è madre due volte”

Io ho avuto la fortuna di conoscere tutti e quattro i miei nonni, e di godermene almeno tre per un bel po’, due di loro mi accompagnano ancora e, come bisnonni, sono una ricchezza enorme per il mio piccolo.
Mia nonna, cioè la sua bisnonna, l’ultima volta che sono andata a trovarla ha addirittura canticchiato a mio figlio canzoncine che cantava a mia madre.

Photo Luigi Mengato

Photo Luigi Mengato

I nonni sono speciali tutti ma, vuoi negare che ce n’è sempre uno un po’ speciale?
Il mio nonno paterno era il mio amico del cuore. Lui mi trattava da “grande” anche se, ahimè, quando ci ha lasciato io avevo appena 5 anni. Mi ricordo ancora di quando veniva di nascosto a rapirmi dalle suore, all’asilo, e le corrompeva portando loro quantità industriali di Boeri, quei cioccolatini con ciliegia e liquore, o forse semplicemente tentava di ubriacarle per convincerle a lasciarmi andare prima dell’orario ufficiale. Poi ogni sera veniva a trovarmi e mi faceva compagnia sino alla fine di Peline (cartone degli anni Ottanta dalla storia straziante: una nipotina che vagava alla ricerca del nonno ve lo ricordate?) prima di darmi la buonanotte. E ogni domenica mattina arrivava con un regalino e la sua Cinquecento blu fiammante per portarmi a messa ma, soprattutto, per fare il giro del paese, orgoglioso di mostrare a tutti la sua nipotina.

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A mia nonna materna, quella che ancora canticchia (ma prepara ancora anche meravigliosi biscotti e tiene in riga le sue figlie nonostante abbia novantanni) devo invece la passione per il cucito: con lei ho imparato a ricavare i modelli da Burda e a realizzare i miei primi “outfit” per le bambole.

Sono andata via di casa a 18 anni, lontano ma avrei voluto godermeli ancora i mie nonni o forse dire loro qualche “grazie” in più. Crescendo, li ho trascurati e solo ora che sono “adulta” sono tornata a rivalutarne la preziosità.
Mi piace quando la nonna mi confida le sue ricette “segrete” o il nonno mi chiama semplicemente per dirmi “Morettina come stai?”.

Ora che sono madre, so che il mio compito sarà insegnare a mio figlio il valore dei nonni e delle loro preziose testimonianze di vita.
Lui ha la fortuna di avere tutti i nonni e due bisnonni ancora lucidi e in salute. Un patrimonio immenso. E vedere la trasformazione della mia mamma in nonna “totalmente innamorata e fuori controllo” per il nipotino, come si dice, non ha prezzo. Ovviamente il Bambolotto se ne approfitta, non a caso le uniche parole che pronuncia sono mamma e nonna. Ma proprio per questo tocca a me oggi ringraziare pubblicamente i nonni ma soprattutto mia mamma, per tutto quello che fa ogni giorno per Bambolotto (senza rinunciare a fare tutto quello che già faceva per il resto della famiglia )per le sue attenzioni quotidiane e costanti anche se vive a 1000 km di distanza, per la sofferenza che prova ogni volta che dobbiamo separarci e per avermi reso la madre che sono, perché è solo grazie ai suoi insegnamenti che sono diventata una donna prima, e una mamma poi.
I ringraziamenti sono per tutti i nonni ma, la BirbaNonna Mei meritava una menzione speciale.
Il mio unico rammarico è avere i miei genitori lontani, così tanto da non poter condividere se non per vie telematiche i progressi quotidiani del Bambolotto (a proposito, ha cambiato nick name, da ora in avanti lo chiameremo “il Ribelle” ).

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Ai nonni dedico virtualmente un mazzo di fiori, colorati e vivaci, mentre qui vi riporto una  poesia che sarà perfetta se volete insegnarla per l’occasione ai piccoli (non piccolissimi).

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p style=”text-align: center;”>Grazie nonni
Nonni con me giocate,
nonni con me restate.

Sapete che siete per me
 il tesoro più grande che c’è.
Voi grandi e io piccino,

voi nonni e io bambino;

ma stiamo bene insieme

perché ci vogliamo bene. 


Grazie, grazie, grazie perché
restate accanto a me. 

Grazie, grazie, grazie perché

affetto più grande non c’è.

Poi vi posto anche qualche link utile:
Qui trovate filastrocche e poesie adatte ai bambini più cresciutelli
http://www.ilpaesedeibambinichesorridono.it/festa_nonni.htm

Su Facebook c’è una pagina dedicata alla festa dei nonni e ai fiori, sempre un pensiero gentile per loro.

Qui una canzoncina carina da ascoltare dedicare ai nonni

Vi segnalo anche una bellissima mini di Plural, agenzia di comunicazione fondata da Marco Diotallevi nel 2012, creata  per “connettere i nonni” ossia aiutare gli anziani a imparare a navigare su internet.

L’obiettivo di “Ti connetto i nonni” è proprio quello di raccontare il dialogo tra generazioni così distanti come i nuovi giovani super tecnologici e gli anziani che non hanno dimestichezza con il web e di realizzare dei veri e propri tutorial per mostrare ai vecchietti come ottenere un aiuto pratico dalla rete. E il primo trailer vi mostra proprio come nonna Lilla sia riuscita a dialogare con il figlio che vive in Canada.

Non mi resta che dire, a tutti i nonni d’Italia, AUGURI!

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