Bua

Notte insonne. Sulle prime pensavo fosse colpa dell’afa, di uno scirocco che non lasciava tregua. Poi delle zanzare. Ma, quando il Bambolotto, che di solito dorme beato, ha cominciato prima a piagnucolare nel sonno, poi a strillare come mai nella sua vita e a saltellare nella culla come una scimmia,  è scattato il panico.
Il poveretto non trovava tregua nel suo lettuzzo e, gira che ti rigira, finiva sempre a culetto all’aria.

Avrà sete? Fame? Caldo?
Finché non mi è venuta l’illuminazione….(comprenderete che di notte non sono proprio lucida):

«Avrà mica fatto cacca?»

Per scoprire all’improvviso che, non solo aveva prodotto un quintale di materia puzzosa, ma il mio prezioso Bambolotto… si stava trasformando in un macaco!!!

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Per farvela breve, aveva il culetto in fiamme il poveretto, rossissimo e con piccole piaghette.
E te credo che non trovava pace!
Motivo? Lo abbiamo scoperto la mattina dopo, andando dal pediatra:
«Micosi da pannolino» ha sentenziato.
Una irritazione che, abbiamo poi verificato in spiaggia, almeno una volta nella vita dei BirbaMarmocchi è capitata a tutti quelli che conoscevamo.
Quindi mamme, NO PANIC.
Di che si tratta?

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Niente più che un’irritazione cutanea nell’area del pannolino che può trasformarsi in un’infezione da Candida (proprio come quella che spesso colpisce noi adulti) allorché sopraggiungono funghi e batteri che si sa, nel caldo umido vanno a nozze. 

La zona pannolino è per tutti i bambini infatti molto delicata ed è un ottimo terreno per la proliferazione dei batteri e dei funghi perché calda e umida. Per i bimbi che soffrono di dermatite atopica o eczema  questo tipo di irritazioni è più frequente.
L’irritazione può essere provocata da diversi fattori:
Feci e urina, soprattutto le prime, che restano troppo tempo a contatto della delicata pelle del bebè;
pannolini di scarsa qualità;
diarrea;
sfregamento con tessuti sintetici;
sabbia;
detergenti per la cute o per i tessuti troppo aggressivi;
assunzione di antibiotici che possono indebolire le difese del piccolo.

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Spesso tutto questo si ricollega all’introduzione di nuovi alimenti durante lo svezzamento o all’uscita di qualche dentino (non è una leggenda delle nonne:  quando stanno per uscire i dentini, cambia la consistenza e l’acidità delle feci).
Per  il Bambolotto è stato un mix di tutto: nuovi cibi introdotti nella dieta (la nonna cucina meglio di mamma!) un molare in uscita, il mare e la sabbia.

Come si manifesta il problema?

Ve ne accorgerete perché i bambini diventano super irritabili e presentano cute arrossata e desquamata nella zona dei genitali ma con arrossamenti diffusi anche sulle cosce. All’inizio sono puntini che possono diventare vere e proprie piccole piaghette che nella peggiore delle ipotesi possono anche infettarsi e generare pus.

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Soluzioni:

Sicuramente la prevenzione è la prima arma perché debellare poi l’irritazione è una cosa abbastanza lunga (a meno che non facciate girare il bimbo senza pannolino per casa).

Aiuta molto usare pannolini di buona qualità e cambiarli spesso per evitare che la zona resti umida e sporca. Oltre a mettere sui genitali, ad ogni cambio di pannolino, una pasta all’ossido di zinco che funga da barriera protettiva.

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Una volta presa la dermatite, il vostro pediatra vi consiglierà l’uso di antimicotici o cortisoni topici.

Per salvare il Bambolotto dalla metamorfosi completa in scimmietta, la nostra pediatra ci ha consigliato una polvere antimicotica da applicare a ogni cambio (Daktarin Dermatologico Polvere) e lavaggi con acqua fresca a ogni cambio.

Io ho aggiunto queste personali “cure” che hanno fatto guarire il culetto del Bambolotto in tre giorni:

a ogni cambio, lavavo solo con acqua e asciugavo bene tamponandolo con un telo di cotone, senza sfregare. Abolite le salviette.

Poi impolveravo il culetto del Bambolotto con il Daktarin.

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Di notte ho cercato di farlo dormire senza pannolino ( di giorno lasciarlo scagazzare e urinare per casa non mi sembrava opportuno) posizionandolo su un asciugamano col fondo in plastica per non bagnare la culla (l’aria aperta favorisce la cicatrizzazione);

e poi ho usato quintali di Vea della Hulka, una pasta all’ossido di zinco che potete comprare in farmacia  (è un po’ cara ma vi assicuro che è ottima). Questa pasta me l’ha consigliata un’altra BirbaMamma, è ricca di Vitamina E che aiuta la pelle a rigenerarsi velocemente e una volta provata vi assicuro che non farete più a meno.

 

 


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