Coach

Oggi voglio essere seria. Parliamo di un argomento che non è facile affrontare.
E chi ci è passata sa cosa intendo.

Parliamo di aborto. Un evento che porta con sé un dolore inspiegabile, una ferita aperta che, forse, solo il tempo può rimarginare. Ma la cicatrice resta lì, la puoi toccare con mano ogni volta che il pensiero ti riporta a quei momenti.

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Parlarne è difficile e spesso ci si richiude in sé stesse rischiando di non percepire i segnali di un disagio che può trasformarsi in una vera e propria malattia, la depressione.

Ecco perché ho chiesto all’esperta di parlarcene, alla nostra coach, la psicologa cognitivo comportamentale Miolì Chiung Ching Wang fondatrice dello Studio Salem.

“Quando, dopo un aborto, i cambiamenti di umore diventano difficili da gestire e diminuisce il piacere di svolgere attività normalmente eseguite senza problemi, si può parlare di problemi di depressione. Come gestire la situazione? Quali sono soprattutto le principali indicazioni per prevenirla? Ecco qualche suggerimento in merito.

  • Lavorate sull’accettazione: accettare il fatto di non avere più dentro di sé il bambino magari tanto desiderato, è il primo e più difficile passo per prevenire la depressione post aborto. Si tratta di uno step delicatissimo, da gestire tenendo conto prima di tutto di quanto sia negativo cercare di negare o di sopire le alterazioni emotive, perché si finisce solo per reprimerle e per aumentare la loro gravità. Concedetevi del tempo personale, facendo in modo di dedicarvi ad attività che vi gratifichino.

  • Non abbiate paura di chiedere aiuto: il periodo successivo a un aborto può essere caratterizzato da sensi di colpa e dall’idea di essere sole con il proprio dolore. Le mamme che vivono questa situazione devono comprendere che sole non sono e non vergognarsi di chiedere aiuto. Troppo spesso questa paura rende impossibile la risoluzione di problemi anche gravi, che si trascinano per lungo tempo e magari peggiorano. Chiedere aiuto è normale e giusto: l’ambiente familiare è il primo punto a cui fare riferimento al proposito, per poi eventualmente decidere, se ci si accorge che non è sufficiente, di rivolgersi a uno specialista per una terapia di sostegno psicologico.

  • Siate indulgenti con voi stesse: per prevenire ed eventualmente superare la depressione post aborto è utile mettere in primo piano un po’ d’indulgenza nei propri confronti. Impegnarsi per sentirsi meno in colpa se le pulizie della domenica non sono perfette o se ci si concede un happy hour in più durante la settimana significa compiere passi piccoli, senza dubbio, ma altrettanto importanti per arrivare alla completa accettazione della perdita della propria creatura.

Parlare di aborto è difficile e in alcuni casi impossibile per via di divergenze ideologiche. La fase successiva a questo evento rimane comunque molto critica e deve essere trattata senza superficialità, ma con l’obiettivo di preservare il benessere della donna che la vive direttamente e l’equilibrio del suo ambiente familiare.


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