Fai da te

Lei è una new entry, si chiama Sarah Galmuzzi ed è una mamma che ha fantasia da vendere ed abile con il fai da te. Io mi sono innamorata di questo suo capolavoro senza nemmeno conoscerla e l’ho invitata a salire a bordo di BirbaMamme.
Che ne dite? Non è favolosa? Ecco il suo racconto su come ha realizzato questa mini cucina.

Prendete una dueenne molto carina, piena di riccioli, un’insana passione per pentole e mestolini e una mamma, meno ipercrinita, che piuttosto che davanti a una vetrina di Jimmy Choo si incanta davanti a quella di un ferramenta.

Quello che nasce da questa miscela esplosiva è una cucina giocattolo, un oggetto del desiderio – grazioso da morire – delle mamme, forse più che delle figlie stesse. Provo brevemente a raccontarvi come l’ho realizzata, ma naturalmente si può personalizzare a piacimento.
D’altra parte il piacere di crearsi una cosa da sé piuttosto che acquistarla già bella e fatta sta proprio nel fatto di trovarsi tra le mani un oggetto unico e personalissimo, no?

E dunque. Prima meta del mio pellegrinaggio, la sempreverde Ikea, dove ho comprato due comodini che ho montato senza il vetro, in modo da poter inserire –in seguito- il piano da lavoro. Una volta montati singolarmente li ho attaccati tra loro grazie a qualche piastrina ad angolo o dritta, del tipo che vedete qui e con l’aiuto, preziosissimo devo dire, dell’avvitatore.
Col cacciavite viene uguale, solo si fa più fatica e soprattutto si perde molto più tempo. I comodini sembrano quadrati, ma non lo sono: uniteli nel lato più lungo, quello di 36 cm.

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Una volta ben fissati tra loro gli sgabelli, ho attaccato il pannello posteriore della nostra cucina giocattolo, una lastra di multistrato di 72 (che è il doppio di 36, ca va sans dire) x 105 cm, e spessa circa un centimetro.

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E’ bene che il pannello posteriore sia abbastanza solido, in modo da sostenere il peso della struttura, ma non troppo ingombrante. Insomma, 1 cm è lo spessore perfetto.

La cucinella inizia a prendere forma. Passo successivo è la realizzazione del top: dallo stesso paziente falegname fatevi tagliare un’altra tavola di multistrato, stavolta più sottile (4 mm andrà benissimo) e che misuri 72 x 36 cm.

Dividitela idealmente in due metà e in una di esse (io ho scelto quella di sinistra, ma immagino a destra sia perfetta lo stesso) fatevi praticare un foro che andrà ad ospitare il nostro lavello.

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Di che diametro? Beh, quello dipende da persona a persona. Io ho scelto come lavabo l’insalatiera che vedete qui, optando per il diametro 28, ma immagino che si possa scegliere più grande o più piccolo, dipende dai gusti. Naturalmente il foro dovrà corrispondere al diametro di quello che scegliamo essere il lavello.

Ritornando a pascolare da Ikea ho comprato anche questo fantastico gancio che capovolto sembra nato per scimmiottare un rubinetto, un po’ di pomelli da utilizzare alla stregua delle manopole dei fuochi o dell’acqua (i colori sono tanti, la scelta è solo personale), un cesto porta qualcosa, una coppia di strofinacci (ma anche uno scampolo di stoffa della fantasia che ci sembra più graziosa) un paio di queste cassette al cui soave richiamo non ho resistito.7

Torniamo a montare la nostra cucinella: poggiamo il top sui comodini e fissiamo tutto con tutto il resto, sempre con le viti e le lastrine di cui sopra, fino a quando la struttura non ci sembrerà solida. Montiamo ora il lavabo: infiliamo l’insalatiera nel foro e una volta arrivato a filo misuriamo la distanza del fondo della ciotola dal ripiano del comodino. Ritagliamo da un rotolo di carta da cucina un cilindro di quell’altezza (ma naturalmente se ci troviamo tra le mani un oggetto di un’altezza analoga, tipo una lattina grande di coca, andrà benissimo lo stesso) e con un po’ di colla a caldo fissiamo bene il tutto: il bordo della ciotola al multistrato, il cilindro al fondo della ciotola da un lato, e al ripiano del comodino dall’altro. Con qualche vite fissiamo anche -molto bene- il top alla nostra base, e le cassettine al pannello posteriore della cucinella, così come si vede in foto.

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Quell’esplosione di nuvolette rosa che si vede sullo sfondo si deve a Tiger, quella catena di negozi tanto belli quanto inutili dove in tempi non sospetti avevo acquistato questo blocco di fogli decorati. Mi serviranno, mi dicevo. E infatti: un velo di vinavil e un po’ di cura nello stenderli hanno dato luogo a un pattern davvero carino, che poi ho fissato con una pellicola adesiva trasparente. Ma in realtà per realizzare il fondo della cucina si può tranquillamente dipingere, utilizzare un parato, degli stickers, insomma, basta solo lasciare andare un po’ di fantasia.

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Una volta decorato il nostro fondo, montiamo il rubinetto (sempre con le viti) e le manopole di acqua e gas (io ho usato l’attack, e non so quanto reggerà), infine i fuochi, che nel mio caso sono quattro tappi di barattoli in vetro (tra legumi e omogeneizzati) ovviamente dipinti di nero.

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La cucina giocattolo è praticamente finita: non resta che completare il lavoro con una piccola tendina, ottenuta –in questo caso- tagliando in due metà uno strofinaccio e incollando con una punta di colla a caldo la tenda al comodino, e tutto quel chiassoso, colorato assieme di pentole, posate, cibi finti, che sempre madre Ikea nella fattispecie ha fornito, ma che può essere ovviamente sostituito da qualunque cosa abbiamo in casa che abbia pari requisiti!

Mamme, la cucinella è pronta.

6,,

Le vostre creature la guarderanno estasiate per buoni 4 minuti, per poi tornare a vedere Masha e Orso.
Meglio, così potete giocarci voi!

Cosa vi serve per fare questo –meritatissimo- salto indietro nel tempo? Oltre tutto quello che trovate nei link in oggetto, e alle tavole delle misure indicate, organizzatevi con viti, avvitatore, lastrine dritte e ad angolo, vinavil, colla a caldo, carta adesiva trasparente, attack, cacciaviti assortiti, ago e filo, e poi davvero, tutto quanto la fantasia riesca a suggerirvi. Buon divertimento!

Testo e foto di Sarah Galmuzzi (grazie Sarah e benvenuta a bordo!)


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