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Charlotte Elizabeth Diana. Così si chiama la royal baby, la principessina figlia di Catherine “Kate” Middleton e William d’Inghilterra. E sua mamma è una gran paracula, ammettiamolo.

Se la “Carlotta Windsor”  avrà vita facile  sarà per quella drittona di mamma Kate che ha accontentato tutti: i sudditi nostalgici che già si chiedono come faranno quando Elisabetta sarà la monarca uscente  (si ma quando?), i nostalgici romantici  di quella buonanima di sua suocera Diana, e come ciliegina ci ha aggiunto uno Charlotte, che fa tanto elogio a nonno Carlo. E ha accontentato anche gli scommettitori, tò.

kate middleton princess charlotte

Mi ero ripromessa di non parlare pure io di questo evento che pare sia più importante del terremoto in Nepal, di Expo, dei migranti e dei blackbloc ma, devo proprio scriverlo:

Kate, mi inchino.

Alla faccia delle malelingue che parlano di complotto sol perché ti sei presentata radiosa e perfetta a sole poche ore dal parto.

In effetti un “Maddaiiii!” mi è scappato pure a me a vederla col vestito a fiorellini bianco e giallo, piega fresca, trucco impeccabile e nessun segno, n e s s u n o sottolineo, di sofferenza, dopo 11 ore dal parto, salutare radiosa i sudditi fans.

Però poi ho riflettuto. O meglio ho cercato di ricordare.
Anche io ho avuto un parto super rapido e, dopo un’ora, ero già in piedi.
Ma io non avevo lo stuolo di hairstylist, makeup artist e badanti che si prendevano cura di me, per cui non ho avuto esattamente la stessa riuscita anche se in ospedale, copriocchiaie, fondotinta e rossetto me li sono portati, e usati.

Ci sta quindi che lei, la duchessa, che ha a disposizione uno staff che sicuramente stava già scegliendo la nuance di ombretto da intonare all’incarnato della neonata appena quella è scivolata fuori dalla reale patonza, fosse impeccabile.

Il miracolo del makeup.

Se proprio devo dirvelo,  forse l’unica cosa che mi ha lasciata basita di Kate è stata la scelta di un abito bianco.
Io del parto ricordo con orrore i famosi “lochi”, quelle perdite infinite  e soprattutto quegli odiosissimi pannolini,  che si indossavano con delle mutandine di rete, modello insaccato per intenderci, che quelli del Ribelle, in confronto, son carta velina.
Ma dico, voi non li avete usati? Io mi sentivo goffa e impacciata che l’ippopotamo blu Huggies rispetto a me era un etoile della Scala.
La mia curiosità dunque su Kate sarebbe proprio sapere cosa indossava sotto,  per essere così tranquilla, col bianco. E acquistarne un container di quel “qualsiasicosafosse” da regalare alle donne italiane.

E giacchè regalerei anche un paio di scarpe al povero papà. Che William nessuno se l’è considerato con quella faccia da fraticello e la chierica e, per reggere meglio la parte,  anche se in pochi l’anno notato, si è presentato con i mocassini impolverati. Lui che, sino a prova contraria, è il vero principe.

Poi se Kate abbia partorito due giorni prima o no, come sostengono i complottisti, poco importa. E se anche la bambina era troppo perfetta, bè, è una principessa, ce lo siamo dimenticato?

Questo è il vero nodo della questione: Kate si è comportata da principessa. Ma non con aria di supponenza. Kate ha dato l’esempio a tutte noi donne.

Che poi è il motivo per cui io un anno fa ho fondato sto blog: tornare a essere donne con la D maiuscola anche dopo un figlio.

E siccome nel club della BirbaMamme la pensiamo tutte così, concludo citandovi BirbaMamma Ida che scrive:

“Io ho ripreso la mia vita di prima subito e, pur non essendo Wonder Woman, non sono mai stata sciatta, scapellata, vestita col camicione e chiusa in casa in ciabatte. Per cui, carissime, vi assicuro che si può fare: non serve avere la corona, ma amor proprio”

Appunto. Meditate BirbaMamme.


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