Bua

Visto che ottobre è il mese della prevenzione, noi abbiamo deciso di contribuire così, con delle testimonianze, dirette. Quello che leggerete qui sotto è il racconto di un’amica che ha dovuto affrontare il cancro al seno. Le ho chiesto di parlarcene perché credo che sia di esempio per tutte le donne.

Io l’ho scoperto per caso che era ammalata, quando un giorno le ho fatto una battuta sui capelli, o meglio sulla parrucca corta che indossava, senza riflettere: «Ah, ti piace cambiare look eh?» è stata la mia battuta scema.

In realtà lei ha sempre voluto combatterlo da sola questo male, condividendolo solo con la sua famiglia senza turbare amiche e conoscenti. Non ha mai lesinato un sorriso e ora, grazie alla sua enorme forza, sta bene e può sorridere davvero.

Flowergirls di Lim Zhi Wei

Due anni fa, all’inizio dell’estate ho notato una pallina al seno sinistro, indolore. Non ho dato importanza alla cosa ma dopo pochi giorni sono andata a fare un ecografia per “sicurezza”. Mentre erò lì in attesa di sapere cosa fosse quella pallina ho notato la faccia perplessa del medico… i primi sospetti, le lacrime.

Dopo vari accertamenti il senologo mi disse che avevo un nodulo che andava tolto e cosi e’ iniziato il mio percorso.

Non ho mai pensato ne pronunciato la parola “tumore” nonostante sapessi perfettamente che quel nodulo era un carcinoma duttale infiltrante. E’stato più facile per me parlare tranquillamente con amici a parenti di “una pallin”a.

Sono stata prima operata e dopo la biopsia l’oncologo ha deciso la mia terapia: un anno e mezzo di chemioterapia e un mese di radioterapia.

A parte le lacrime della prima ecografia, chiaramente l’ impatto non è affatto semplice. Io ho avuto una strana reazione, ho affrontato tutto con molta serenità senza mai pensare al dopo: la voglia di combattere era tanta, è difficile da spiegare, è come se all’improvviso ti esplodesse dentro una grande energia.

Non ho mai pensato al peggio,non ho mai visto il lato negativo della cosa,ho sempre affrontato tutto con il sorriso

E’ stato complicato ma ho comunque continato a fare il mio lavoro, mi sono concessa qualche pausa tra un ciclo e un altro di chemio ma sono andata comunque avanti con la mia vita. Ho viaggiato, ho continuato ad uscire con i miei amici, sono andata a ballare, ho fatto tutto quello che ho sempre fatto, forse anche qualcosa in piu’ per cercare di sfruttare al massimo ogni istante.

Non mi sono mai lasciata andare!

Volevo che parenti ed amici potessero essere sereni vedendo me serena.

Anche se ti guardi allo specchio e ti vedi diversa,senza capelli, sopracciglia, il viso gonfio, ho sempre continuato a truccarmi, a sistemarmi e rendermi presentabile. Ci ho giocato un po’ su questo, ne ho un po’ approfittato per cambiare look, usavo una parrucca che arricchivo con fiorellini e mollettine, disegnavo le sopracciglia… diciamo che cercavo di apparire “normale”.

Credo che il fatto di aver reagito “positivamente” mi abbia aiutato davvero a guarire.

Io considero ciò che ho vissuto come un esperienza che mi ha aiutato a vedere la vita con occhi diversi: il fatto di vivere tutti i giorni al massimo perchè potresti non avere, domani, la stessa opportunità, ti apre gli occhi.

Ora ho 33 anni. Continero’una terapia ormonale per altri 4 anni e spero anch’io, dopo, di diventare mamma.

L.


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