Utili&futili

Giugno. Il calendario non mente. Cioè fra 60 giorni è estate netta. In pratica appena finiranno queste piogge provvidenziali, ehm, torrenziali, ci ritroveremo unte e bisunte di olio solare sui lettini.

Intanto piove e io, per una volta, sono contenta.

Perché questa estate 2016 è subdola.
Dai, ammettiamolo: l’inverno ha latitato e io mi aspettavo un po’ di freddo ancora, un po’ di tempo ancora. E invece eccola là, la cara estate che non lascia scampo. Già le amiche fighe hanno cominciato a impallare Facebook con foto al mare modello Baywatch.

E d’ora in avanti saranno sorrisi impastati, corpi di plastica, selfie e pose improbabili.
No, dai, quest’anno non possiamo fare senza?

Io non sono pronta a spogliarmi.

Ho passato tutto l’inverno a coccolare i miei trigliceridi, mettere su la mia trippa bella compatta che non sono pronta ad abbandonarla o lasciarla legata al guardrail mentre vado a Sud.
No, io non la abbandono.

Ok, lo ammetto, dalla nutrizionista ci sono andata. Convinta più che altro che mi avrebbe trovato qualche stranissima intolleranza all’aria che mi porta a ingrassare e ad avere la panza come un palloncino. Cercavo la giustificazione e l’intervento miracoloso. E invece no.
«E no, signora, non è la celiachia, è proprio grasso…»
Io mangio e quindi ingrasso. E il miracolo tanto invocato si chiama dieta.

Mi sono vergognata a mandargli il “diario” della mia alimentazione settimanale.

E lo so che dirgli che era la settimana del ciclo sembrava una scusa da quattordicenne.
Però, diciamoci la verità, per dimagrire bisogna essere predisposte, bisogna avere una spinta motivazionale che ti parta da dentro e come un geyser ti porti a rifiutare e espellere qualsiasi roba calorica si avvicini alla bocca oppure avere uno che ti piace da morire.

Quella spinta motivazionale si chiama autostima, o innamoramento.
Che se è di te stessa, l’innamoramento intendo, sempre autostima si chiama.

Io quella spinta l’ho avuta pochissime volte (l’autostima intendo, l’innamoramento, invece, sovente) e tutte le volte ero coadiuvata da mamma, amiche, conoscenti vari che facevano la ola per ogni grammo perso. E avere sostegno serve eh!
Invece immaginatemi ora, mentre peso 50 gr di pasta per me e il treenne ne mangia quasi il doppio più secondo con contorno, frutta e dolce.

Che umiliazione.

pupadicreta

Ma non ti senti grassa?

A dire la verità io mi vedo sempre uguale.

Poi qualche settimana fa, per ben due volte mi è successo di incontrare in ascensore dei vicini di casa  che mi hanno fatto gli auguri per la gravidanza. Gravidanza? Al primo ho risposto imbarazzata che no, magari fossi incinta, era semplice panzetta. Al secondo ho iniziato a preoccuparmi.

Sono davvero così grassa??? Non vedo i miei chili in più? Saranno mica le tette?

Poi ho finalmente scoperto che si era sparsa la voce che “una del terzo piano è incinta”.
E in realtà, udite udite, era vero. Solo che quella incinta è la mia vicina. Equivoci. Illuminazioni.

Quindi, alla fine non sono io che sono così grassa, sono gli altri che mi volevano far sentire grassa, malefici!
Il che non vuol dire che io non vorrei essere più snella, più leggera, e pure più tonica.
Da piccola volevo essere pure bionda e con gli occhi azzurri. Poi ho smesso di credere ai miracoli. E alle diete. E ho cominciato a studiare magia: i capelli se vuoi li tingi, gli occhi diventano azzurri con due lentine colorate e se proprio non riesci a dimagrire, punta sulla simpatia, depista con costumi tattici, vai al mare col caftano. Addirittura ho sperato di rimanere incinta in inverno in modo da arrivare ad agosto ancora col pancione e potermene stare spaparanzata senza dover dare spiegazioni.

E invece il Ribelle m’ha fregata, è arrivato ad aprile e ad agosto ero una balenottera con delle tette enormi.

Però quell’estate lì ero talmente felice che me ne sono fregata, non mi guardavo nemmeno allo specchio, ero piena sì, ma di gioia. E’ da quell’estate che è scattato il click.

Cioè io sono consapevole di non avere più il fisico di una volta. Non sono mai stata una silfide ma sinceramente, se non ero magra in gioventù, posso mai esserlo adesso?
Ma soprattutto non ho più la voglia di mettermi a dieta o ammazzarmi in palestra solo per poter fare la figa in spiaggia.

E quindi? Morale? Per questa estate, inutile affannarsi, è andata.

Se mi vedete grassa, pazienza, lo sono.
Io intanto indosserò il mio rossetto più sgargiante, così magari le malelingue si fermeranno a contemplare il mio sorriso e dimenticheranno di osservare maliziosi tette, culo e panza. Tiè!

Ah, questo post me l’ha ispirato Micaela di LeMCronache con la sua rassegna/sfogo #tanaliberatutte e a lei propongo di lanciare l’ashtag: #iononabbandonolaciccia a difesa di noi tutte diversamente magre.

 


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