Utili&futili

Tempo di bilanci, ogni fine anno. E di buoni propositi.
La maggior parte dei quali, almeno per me, resta poi in un cassetto pronta a essere rispolverata il 31 dell’anno successivo, tale e quale.
Quest’anno mi sono fermata un minuto a pensare a cosa mi ero augurata per il 2015 e cosa davvero vorrei dal nuovo anno.
Un minuto.
Avete presente quanto dura un minuto? Non ci facciamo mai caso.

Ma provate a vivere quel minuto mentre aspettate una telefonata importante, quando attendete i soccorsi, davanti a qualcuno che ci sta lasciando, prima di un’esame, quando devono darvi una risposta di lavoro, semplicemente quando dite “aspetta un attimo!”…
Provate a cronometrare un minuto, vi sembrerà un eternità.
Eppure è solo un minuto.
Un insieme di piccole cose, i secondi, rendono magico e vivo quel minuto.

Ed ecco la risposta. Io quest’anno, al di là di tutti gli auguri stereotipati, dei messaggi a catena di Sant’Antonio, tutti uguali con le faccine, delle parole che spesso vomitiamo senza senso “soldi, felicità, amore, sesso, etc etc”, io auguro a me stessa e a tutti quelli a cui voglio bene di avere TEMPO.

Che poi è una delle cinque cose che volevo anche l’anno scorso.
Ma ho scoperto che è il tempo, la chiave di tutto.
Tempo per  sè, tempo per gli altri, tempo per sorridere, per guardarsi negli occhi, per abbracciare chi ami, per asciugarti le lacrime, per versarle, per imparare, per studiare, per leggere, per ascoltare, per pregare, per gustare un buon cibo, per riflettere, per lavorare o per cercare un lavoro, per curarsi, per respirare l’odore del mare, per fare una carezza, per nutrire un cucciolo, per viaggiare o per fermarsi, per osservare, per creare, per rilassarsi, per fare l’amore, per fare una telefonata…
Tempo. Tutto quello che serve.

Sta a voi decidere cosa fare del vostro tempo. Potete anche impiegarlo per arrabbiarvi, litigare, odiare.
Ma, se c’è una cosa che ho imparato dal 2015 è che nessuno di noi sa quanto durerà il nostro viaggio su questa terra. L’unica cosa che possiamo fare è rendere il soggiorno il più bello possibile, gustandone ogni minuto.
Fermatevi ad ascoltare il cuore almeno un minuto…la vita non aspetta.

E nell’ottica della mia nuova filosofia del bicchiere mezzo pieno, pensate anche a questo cambio di prospettiva: si dice che gli anni bisestili (come il 2016 che sta per arrivare) siano quelli sfigati… e se invece fossero quelli più fortunati? In fondo ci regalano un giorno in più, che non è altro che tempo, tempo in più per fare le cose che ci piacciono.

Vi lascio una canzone, è di Fiorella Mannoia e si intitola “In viaggio”. L’ho scoperta per caso ma ne sono rimasta affascinata. Lei immagina di dedicarla a sua figlia. Credo che in queste parole ci sia il miglior augurio che una madre possa fare al proprio figlio. Parla di tempo, di viaggi, di vita.
E’ il mio buon anno a tutte voi BirbaMamme!


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