Bua

“Quel che non ti ammazza ti fortifica” diceva saggiamente mia nonna.

E deve essere proprio così perché se non sono morta sul colpo ieri e oggi sono qui a raccontarvi l’accaduto deve essere per qualche stilla di sangue da Wonder Woman che non sapevo di possedere.

A dire la verità avevo già pronti una serie di post divertenti per iniziare la settimana , ma visto che ora posso riderci su, forse non andrò così lontana dall’obiettivo iniziale.

Dunque, andiamo con ordine.

Ieri la famiglia al completo era invitata a una simpatica grigliata in giardino a casa di amici. Slurp!

grigliaLa saggia proprietaria aveva pensato proprio a tutto, compreso un animatore per tenere a bada i BirbaMarmocchi e lasciare mangiare in pace i genitori. Il Bambolotto era tra i più piccini e si è subito conquistato la simpatia dell’aiuto animatrice, una bella ragazza mora in shorts (piccolo intenditore!). Ovviamente io e il Birbapapà non lo perdevamo d’occhio ma mentre la sottoscritta rognava su ogni pericolo possibile, tipo: “attento al vaso, non farlo camminare lì, occhio al gradino (già…il gradino!)”… il papà sembrava serenamente in modalità “take it easy”.

animazione

Così a un certo punto ho deciso di rilassarmi pure io e prendere un bel caffè lasciandolo nelle mani dell’animatrice giovane e gnocca e sotto gli occhi vigili del papà (se non per il Bambolotto, quantomeno per l’animatrice!).

caffèMa fatale fu l’errore.

Prima regola della mamma imperfetta altrimenti detta BirbaMamma: distraiti con criterio. Ossia: se vedi che il papà è troppo rilassato, non ti fidare.

E infatti sono bastati due nanosecondi di disattenzione e davanti a me, la sexy animatrice e il papà e …ta daaaà… il Bambolotto ha pensato bene di dare una craniata al gradino in marmo.

Non so da dove mi sia venuto il sangue freddo. Fatto sta che l’ho sollevato e portato in casa alla velocità della luce gridando “Ghiacciooooooo!!!!” mentre  le urla beduine del Bambolotto spaventavano gli astanti.

Ovviamente il ghiaccio, applicato sul colpoha mandato in delirio il povero Bambolotto che non sapeva più che tonalità di strillo usare per farmi capire che dovevo smetterla. Ha provato tutti gli acuti possibili mentre il bernoccolo gli cresceva a mo’ di corno sulla tempia destra. Tanto. Un bernoccolo mai visto così, giuro. E infatti, sangue freddo o no, Dna da Wondergenitrice  a parte, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata “pronto soccorso”.

Anche perchè sinceramente non avevo voglia di veder sfilare tutti gli altri genitori con sguardo commiseratorio e e frasi sul genere “è successo anche a me, vedrai che poi gli passa, etc etc”.

Seconda regola della Birbamamma perfetta: fregatene di quello che ti dicono e segui l’istinto. Ogni bambino è figlio di sua madre e spetta a lei decidere cosa fare.

prontosoccorso

Al Pronto Soccorso ci siamo arrivati dopo nemmeno mezzora dal fattaccio.

Il Bambolotto non urlava più ma aveva una protuberanza da unicorno solo che non era centrale ma laterale.

bambolotto

Codice giallo.

Il che vuol dire visita quasi immediata. Visita durata tre minuti netti in cui il medico di turno ha semplicemente fatto le domande di rito:

«Ha pianto subito signora?»

«Ha vomitato?»

«È svenuto?»

E io: «Si. No. No.»

Fine.

«Lo teniamo in osservazione e la richiamiamo verso le sette, stia pure in sala d’attesa».

Piccola precisazione: erano appena le 16.30 Ora, provate a tenere a bada voi un Bambolotto Anguilla nella sala d’attesa di un ProntoSoccorso per tre ore (dove tre quarti dei presenti emanavano odori simili a  quelli di animali in cattività, per non dire altro)  senza alcun diversivo se non le macchinette del caffè  (rotte!) senza acqua nell’arco di 1 km (sempre a causa delle macchinette rotte) e con circa 30 gradi.

E in un attimo mi è tornata in mente la Riviera Romagnola dove ogni tre case c’è un parco giochi e in Italia in un Ospedale non c’è nemmeno una giostrina!

Vi tralascio i dettagli a parte quello che ieri era ufficialmente la giornata mondiale del bernoccolo: insieme a Bambolotto altri quattro marmocchi con bozzi vari sulla fronte, se non addirittura con taglietti da ricucire. Età massima anni 3 (il che dovrebbe automaticamente proiettarvi nel sound che si poteva “godere” in sala).

Alle ore venti (ma non dovevano chiamarci alle 19?) dopo aver provato tutto, compreso aver impietosito l’autista dell’ambulanza parcheggiata fuori per accendere le luci e farlo distrarre, mi sono piantata davanti alla porta e ho chiesto di essere ricevuta nuovamente dal neurochirurgo il quale mi dice serafico:

«Signora, in realtà dovrebbe star qui almeno sino alle 22 perché dall’accaduto devono passare sei ore di osservazione ma se il bambino secondo lei sta bene e vuole firmare, lo porti tranquillamente a casa».

A parte il fatto che non avevo più di che nutrirlo nè biscotti consolatori per tenerlo a bada, nella mia mente si agitavano pensieri contrapposti per la serie: e se poi sta male? me la sento davvero di rischiare? Ma se non mi accorgo e durante la notte peggiora?

Inesperienza da primo figlio, certo. Ma l’eccesso di zelo in queste situazioni, secondo me, non guasta.

Comunque l’ho portato a casa, esausta.

Ora, giusto perchè l’esperienza serva almeno per altre Birbamamme, vi dico che comunque i Marmocchi post urto devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 48 ore. E queste le raccomandazioni.

Chiamate subito il medico o riportatelo al Pronto Soccorso se si verifica una delle seguenti circostanze:

variazione o peggioramento dei comportamenti del bambino (per esempio irrequietezza o sonnolenza eccessiva, difficoltà a camminare, etc)

– disturbi oculari (strabismo, pupille diseguali)

– convulsioni o tremori anche di breve durata

– episodi di vomito ripetuti, specie dopo le 24 ore dal trauma

– comparsa di tumefazione al capo

E non è finita:

– verificare almeno 2 volte durante la notte che il bambino sia normalmente risvegliabile dal sonno (questa è stata la parte più difficile, primo perché i difficilmente risvegliabili dopo la giornatina estenuante eravamo noi e non il Bambolotto, secondo:provate a far riaddormentare un bimbo che dorme sereno dopo che gli avete di proposito rotto le …ehm, dato fastidio).

– garantire un’alimentazione semplice che non induca il vomito

– aspettare 48 ore dal trauma prima che riprenda l’asilo

– evitare per almeno 2 settimane attività al bambino che possano con facilità procurare un nuovo trauma (Ahahha, scatta la risata, che faccio? lo lego???)

Bhè, stamattina il Bambolotto grazie a Dio e nonostante la notte infernale che di proposito gli abbiamo fatto passare svegliandolo non due ma ben tre volte, giusto per sicurezza, era vispo e sorridente come al solito, quindi ecco perché sorrido con voi.

N.B. Ultimo consiglio, questa volta di BirbaNonna: sul bernoccolo anche se non servono pomate e unguenti (a detta del medico), metteteci del burro e scomparirà più in fretta sia il gonfiore che il livido. E… che dirvi? FUNZIONA!!!

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