Coach

Vi è mai capitato che vostro figlio avesse un impeto di rabbia?

Io ogni tanto mi spavento perché se il Ribelle si chiama così, non è un caso. Tipo che a volte urla e si indispettisce o addirittura mi dà dei piccoli morsetti. Solo che l’altro giorno me ne ha dato uno sul collo che per un attimo ho pensato di avere in braccio un vampiro non un bimbo e gli ho mollato istintivamente un ceffone (piccolo eh! ma mi ha fatto male e colta alla sprovvista).

Ci sono rimasta male io. Così per evitare di sentirmi di nuovo in colpa e impotente davanti a simili manifestazioni, ho chiesto aiuto a una esperta, la psicologa cognitivo comportamentale Miolì Chiung Ching Wang che, da oggi,  sarà anche una nostra nuova coach. La dottoressa tra l’altro ha fondato nel 2009 lo Studio Salem, un progetto incentrato sul benessere psicologico dell’individuo, dai processi di prevenzione fino a tutto quello che riguarda la cura.

Ed ecco i suoi consigli per la gestione della rabbia nei bambini.

rabbia bambino

Partiamo col dire che la rabbia è un sentimento naturale, che non deve essere censurato ma conosciuto, governato e reso funzionale a un approccio equilibrato con il mondo. La gestione della rabbia nei bimbi può essere un motivo di grande frustrazione per le madri ma la rabbia fa anche parte del processo di crescita dei piccoli e bastano piccoli accorgimenti per non farsi cogliere impreparate:

Se il vostro bimbo è di umore alterato perché non riesce a trovare il suo gioco preferito, oppure perché si rende conto di non essere in grado di farlo funzionare trasformate il momento difficile in un’occasione di crescita. Cosa significa? Che potete, ad esempio trasformare la ricerca del gioco in una fantastica caccia al tesoro che è un momento formativo fondamentale per avviare il bambino alla scoperta degli spazi che ha intorno ogni giorno.

Se le manifestazioni di rabbia nel bambino sono palesemente difficili da contenere, il miglior modo per fronteggiarle è dirgli un “No!” deciso, soprattutto se si ha a che fare con bimbi piccoli, sino ai 18 mesi. In questo modo, con l’esternazione di concetti chiari, il bambino riuscirà ad associare certi suoi atteggiamenti con una reazione di rifiuto da parte del genitore (che dovrà poi comunque essere spiegata al piccolo). Fondamentale è non recedere, ma neppure esagerare con la durezza, dal momento che la conseguenza sarebbe solo quella di far sentire il vostro bambino in colpa per il suo stato di alterazione emotiva. Ricordatevi che un atteggiamento risoluto non è sinonimo di un modo di porsi minaccioso.

La rabbia nei bimbi è naturale, ma esistono dei percorsi utili da seguire se si ha intenzione di prevenirla. Uno di questi consiste nello stimolare continuamente la loro immaginazione attraverso la lettura o l’approccio a prodotti audiovisivi adatti all’età. In questo modo il piccolo, soprattutto se ha meno di tre anni, può entrare a conoscenza di concetti e situazioni che diventano vero e proprio patrimonio culturale personale, e che possono aiutarlo a fronteggiare situazioni di difficoltà o frustrazione.

 

 


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