Utili&futili

Dopo qualche giorno di silenzio non potevo che tornare con un post “irriverente”. Lo spunto arriva da un post di Micaela delle “M Cronache” di qualche anno fa dedicato a un ABC del Natale. Il mio però è un alfabeto un po’ particolare con tutte le cose che a Natale, secondo me, sarebbe meglio evitare. Iniziamo?

Babbo Natale, Santa Claus, Noel

A come…. AEREO. Quello che tutti vorrebbero prendere per tornare in fretta a casa. Quello che se non l’hai prenotato per tempo ti costa come un mutuo. Perchè andare in terronia in tre costa come un viaggio di andata e ritorno a NY. E non m venite a dire che c’è il treno o che “Puoi sempre scendere in macchina”. Scenderemo tutti in macchina noi terroni. Ditelo all’Anas, magari ci organizzano un party sulla A14.

B come BACI ( ma anche batteri) tutti quelli che ci scambieremo con gli auguri di Natale. Chissà come mai durante le feste la gente si ammala, già, chissà.

C come CIBO. A Natale si festeggia la venuta sulla terra del colesterolo. Quintali di cibo consumati in poco più di una settimana che poi cercherai di smaltire tra palestra, dieta e buoni propositi nei prossimi 8 mesi. Inutilmente.

D come DIMENSIONI. Quelle dell’albero non contano. “Anche se fai un albero piccolo piccolo è il simbolo che conta”. N.B. Di solito la frase viene usata dalle stesse donne che ne fanno sfoggio in camera da letto. Io appartengo alla categoria di quelle che ai pini nani preferiscono l’abete svedese di tre metri. Fate voi come mi sento a dover addobbare un alberino lillupuziano.

E come EVITARE. La regola è semplice: la recita del nido di tuo figlio non è una prima alla Scala, l’aperitivo di auguri aziendale non è una prima alla Scala, il cenone di Natale non è una prima alla Scala, il pranzo dai suoceri non è una prima alla Scala, continuo? Abiti lunghi, paillettes, strass e metalli vanno usati con parsimonia. Anche alla prima alla Scala.

F come FINGERE. “Bisogna sempre far finta che i regali ti siano piaciuti”… dicono. Sbagliato. Se i regali non vi piacciono, ditelo. O vi condannerete a una vita di delusioni. Pensateci: il prossimo anno vi regaleranno le stesse cose orribili convinti che a voi piacciono. Vale la pena?

G come GENITORI. A Natale si va dai tuoi. Punto. Non ci sono alternanze che contino. E’ una regola biblica. Natale con i tuoi. Cioè i miei.

H come HO TEMPO… per comprare i regali. Frase che ripeti sino al 24 dicembre alle ore 23.58. Due minuti prima di guardare l’orologio e realizzare che “C*** è già Natale!”

I come ILLUSIONI. Babbo Natale non esiste se hai più di 12 anni. Però a 40 c’è gente che crede agli ufo, ai cerchi nel grano, ai fantasmi, agli spiriti, agli angeli….ah no, gli elfi no. Quelli vivono con Babbo Natale.

L come LUCI. Tante colorate, monocromatiche, gialle, calde, fredde, intermittenti. Natale è bello averlo nel cuore, ma la giusta coreografia aiuta. Però, se amate le lucine, date un senso ai vostri addobbi… Suvvia, è’ Natale non Bollywood.

M come MESI. Natale è a dicembre. Il che significa che l’albero va fatto a dicembre. Teoricamente all’Immacolata ma vi concedo anche il primo dicembre se cade di domenica. No, novembre, no gennaio. A dicembre. E il 6 gennaio si sbaracca. Sostituire alle palle dell’albero le uova di Pasqua non vale.

N come NOCIVE. Certe amicizie lo sono. Aprrofittatene per riconoscerle. Quelle che vi fanno regali orribili, quelle che i regali non ve li fanno, quelle che si vantano dei propri regali, quelle che criticano i regali degli altri, quelle che i regali no per principio… Quest’anno fatevelo voi il regalo: eliminatele.

O come OPINIONI. Quelle politiche e calcistiche vanno tenute lontane da pranzi/cene/aperitivi natalizi. Non c’è storia.

P come PALLE. Quelle che la gente dovrebbe evitare di rompere almeno a Natale con le inutili lamentele sulla festa del consumismo, e i regali no, e torniamo ai valori, e non mangiamo la carne, e non mangiamo le verdure, e salviamo la Papuasia, e i bimbi sono viziati, i cani abbandonati, i malati malati etc etc. Ognuno viva il suo Natale come crede e gli altri…zitto e mosca.

Q come QUANDO MAI? A Natale basta il pensiero… dicono.
Certo, ma  solo se il pensiero è simile a una cifra con  un minimo di 5 zeri racchiusa in una bustina. Altrimenti se i vostri pensieri si materializzano in regalini inutili, evitate e devolvete in beneficienza, anche i pensieri. Grazie.

R come ROSSO. A Natale ti regalano l’importabile slippino rosso che userai una sola notte, quella di capodanno, per poi buttarlo dopo 24 ore nella speranza di trombare tutto l’anno. Dicono porti bene, peccato che il 31 tornerai a casa così stanca che arrivare al letto sarà l’unica cosa che vorrai fare.

S come STRONZI. Quelli che sono stronzi tutto l’anno a Natale lo sono due volte:  fingono di essere buoni e vi fregano doppiamente. Occhio!

T come TELEFONO. Una volta si tirava su la cornetta e si facevano gli auguri all’ultimo se non eri riuscito a mandare il biglietto (scritto a mano). Oggi ci sono le mail, gli sms, Whapp. Siate clementi: evitate le odiosissime catene di messaggini con emoticon e frasi in rima, tutte uguali, inoltrate col copia incolla e fatte girare random. Anche se vi sentite “ciovani”, fatela una telefonata.

U come Uno. La matematica non è un’opinione. Quante volte vi siete sentito ripetere questa frase dai vostri genitori? Chissà perché proprio loro, diventati nonni, dimenticano le elementari regole matematiche. Tipo che tu gli dici: “Quest’anno al piccolo solo un regalo, uno eh!” e loro si presentano con l’intero catalogo di Toys.

V come VOLANT. Io li ho sempre odiati. Sin da quando avevo 12 anni. Eppure se mia madre mi regala un golfino/pigiama/calzino/camicia/sciarpa…me lo regala, ancora, con i volant. Non me ne faccio una ragione.

Z come ZAMPONE. A Natale, quando sarete seduti al pranzo o alla cena di rito, ricordatevi che dopo nemmeno 7 giorni vi toccherà anche lo zampone, e le lenticchie. E pensate intensamente ai mesi di tapis roulant che occorreranno per smaltirlo. Ohm, Ohm Ohm…

 

Ah, per farvi sorridere, guardate cosa ho trovato nel web…

 

 

 


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