Usciamo

Io odio san Valentino.
Non c’è un motivo particolare. Lo odio e basta.
Ok. lo ammetto. La verità è un’altra. Io non odio San Valentino ma odio le smancerie miciomiciobaubau, l’essere romantici a tutti i costi, il dover festeggiare quel giorno lì e basta.
E poi nei miei (tanti) anni di singletudine mi sono sempre dovuta sorbire coppie melense che poi in realtà per gli altri 364 giorni si cornificavano, ristoranti full con serate a tema e piatti a cuore, baci con lingue in ogni angolo di strada che manco non ci avessero una casa.
E per le single? Tristissime serate in discoteca con poveri emuli dei California Dream Men buttati su una pista a far roteare improbabili proboscidi di slippini a forma di elefantino. Che Dio solo sa.

Ma quest’anno udite udite, San Valentino coinciderà (quasi, la data ufficiale è il 12) con l’uscita del film più discusso degli ultimi anni, “50 sfumature di grigio”. La riscossa delle neo-romantiche. Quelle che alle smancerie sostituiscono i fatti.
Avete capito bene.
Quindi al diavolo bacini, messaggini, wazzappini teneri, cuoricini, ttududadada….si farà sul serio.
Sfoderate completini sadomaso e gatti a nove code, lingerie super sexy e inviti al buio nella stanza dei giochi.
Ci sarà da ridere.
Perché anche se non avete letto il libro (non l’avete fatto???) il film, fosse anche solo per curiosità, sono sicura che vorrete vederlo. Dovete!
E se lo vedete prima, questo inevitabilmente complicherà la vostra visione di San Valentino.

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Io il libro, anzi i libri, li ho letti tutti d’un fiato e la mia considerazione finale è stata che fossero una specie di romanzi Harmony evoluti, solo un po’ più piccanti. Però mi sono divertita. E anche parecchio.
Perché l’immaginazione è tutto. E lascia perdere che il libro è scritto in un italiano pessimo (e mi dicono anche in inglese orribile) che la storia è inverosimile e gli amplessi sono edulcorati e poco credibili. La fantasia umana, fortunatamente, è come Instagram: usa il filtro giusto e ti proietta quello che tu voi vederci.
E io mi sono divertita a leggerlo e soprattutto a… commentarlo con le amiche.
Quelle che ammettevano di averlo letto, ovvio. Perché c’era pure chi aveva quasi paura di farsi scoprire a leggerlo in metro.
E non le signore attempate.
Giusto per raccontarvene una: io i miei tre tomi li avevo portati con me in spiaggia, in vacanza in Sicilia. Con me c’erano altre due ragazze.
Tutte, giovani, carine, emancipate. Stavamo leggendo gli stessi libri anche se con diverse “sfumature”, una il  grigio, l’altra il nero, e io ero ormai al rosso.
Un bel giorno, siccome eravamo tutte alquanto prese dalla lettura (del resto, spiaggiate sotto 40 gradi del sole d’agosto che cosa vuoi mai fare?)  il simpatico fidanzato di una delle due signorine, uno di quelli so tutto io e sono il maschio Alfa ha pensato bene di appellare tutte e tre come delle “povere deficienti avioprive che perdevano tempo a leggere romanzetti” e ha iniziato un pippotto sul fatto che le donne sono così oche che si eccitano solo perché uno coi soldi le corteggia.
Vi dico solo che la vacanza è terminata lì.
Nel senso che io e il BirbaPapà ci siamo separati dal resto del gruppo prima che io accoltellassi il neandertaliano idiota. E non scherzo.
Ah, tornati a casa, anche la signorina fidanzata del padrepadrone fortunatamente si è redenta e lo ha mollato.

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Comunque, il bello di 50 sfumature è che se non lo leggi, non puoi capire.
Perché, in realtà, in 50 sfumature di erotico c’è solo l’odore.
La signora L.E. James è riuscita abilmente a parlare di sesso senza mai pronunciare la parola “cazzo”. Ecchecazzo!. Di quello si parla. Almeno una volta, dico io, materializzalo.
Invece niente, i riferimenti agli attributi non sono mai diretti.
Neanche a quello femminile se proprio vogliamo andare a fondo. Niente.
Si fa sesso ma non se ne parla.
Verrebbe da dire: come nella migliore tradizione italiana no?
E poi è inverosimile.
La bella Anastacia non solo becca casualmente tale Christian, un figaccione miliardario, che la sceglie e la corteggia ma, fortunata lei, gode come un riccio al primo affondo della sua vita.
Elapeppaaaa! Che nemmeno nei film.
(O forse nei libri e nei film sì, e non nella realtà, come funzionava bene la storia?).
E poi si parla di pratiche di bondage e sottomissione, masochismo e sadismo che in realtà come le racconta l’autrice sembrano le penitenze delle Giovani Marmotte ma, almeno, c’è da riconoscerle che ha sdoganato il concetto anche a chi pensava che bastasse una sculacciata per essere una pervertita e una cordicella per fare la sottomessa.

Io vi consiglio, se volete leggere i libri, di evitare il terzo, le “50 sfumature di rosso”. Perché a quel punto, anche se avete cominciato a credere che tutto è possibile, che i miliardari sono super dotati e le verginelle multiorgasmiche, che anche i più impenitenti si redimono, il finale vi farà passare la voglia di fare sesso a vita.
Perché no no e no, non si può appendere la libido al chiodo e immaginarsi un Christian che rinuncia alla sua stanza dei giochi (porno) e la riconverte in quella dei giochi (Chicco).
E che diamine!  Che in pratica poi è quello che succede di solito a noi mamme, ma questo è un altro capitolo….
Ora, non so cosa consigliarvi riguardo al film: uscire alla fine del primo tempo e approfittarne per mettere in pratica qualche suggerimento? Forse…
Detto questo, tornando al San Valentino da cui tutto era partito, quest’anno secondo me ci sarà da ridere.
Perché molti uomini credono ancora che basti il pensiero.
Una scatola di cioccolatini, un regalino/contentino per farci felici.
E invece no.
Soprattutto se le signore andranno a vedere il film.
Perché noi tutte sogniamo solo una cosa, al di là di giochini erotici e corteggiamenti da miliardari: essere l’eletta.
Per la serie ti ho scelta e non avrei scelto nessun altra se non te per passare questa serata indimenticabile.
Se poi tutto questo si accompagna a fiori, cioccolatini, o meglio ancora scarpe, gioielli (gioielli non bijoux) e regali vari noi apprezziamo, e se non proprio del calibro di quelli scelti dal bel Christian, pazienza.
Corde, cravatte, manette, piume e sculacciate sono solo un contorno che può anche essere saltato.
Ma il corteggiamento quello no.
Signori uomini, corteggiate le donne sempre, come se fosse il primo incontro.
E anche se abbiamo il BirbaMarmocchio lagnoso appeso al braccio. E i capelli non proprio in piega.

AN OFFICER AND A GENTLEMAN, Richard Gere, Debra Winger, 1982, (c) Paramount/courtesy Everett Collection

Fateci sentire femmine, belle, sexy, sensuali, donne (non solo mamme).
Almeno per una sera. Portateci a cena fuori come se ve la dovessimo dare per la prima volta.
Sussurrateci che siamo uniche.
E sarà un San Valentino super, che ve lo dico a fare?
Che poi, vi ricordate quanto ci metteva Clark Kent a trasformarsi in Superman? Ecco, una donna ci mette lo stesso tempo per passare dal pigiamone di peluche alla sottoveste di seta… sapevatelo!

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