Beauty

Oggi vi racconto la storia di un profumo.

Grazie al mio lavoro di beauty editor ho conosciuto persone speciali, fatto esperienze memorabili, visitato posti incredibili e, fortunatamente non smetto mai di stupirmi.

Quello che più mi affascina è sempre conoscere le storie, il backstage di ogni cosa e, nella cosmetica, spesso ho fatto scoperte incredibili.
Qualche giorno fa, ad esempio, sono rimasta affascinata dal racconto di un profumo.

Non sono mai stata granché in materia, mi piacciono i profumi freschi, marini, un po’ dolci ma non troppo. Insomma, sono la consumatrice media che sceglie spesso più per il colore o la forma della boccetta che per il contenuto. Ma so cosa non mi piace: non mi piacciono i profumi troppo duri, intensi, aggressivi. Odio entrare in ascensore e avvertire un profumo che non mi piace.

Spesso classifico le persone in base al loro profumo, difficilmente se non mi piace l’odore che emanano ci vado poi d’accordo. E lo so, è un grosso handicap ma raramente mi sono sbagliata. Ho un olfatto sottile nel riconoscere quelle che per me sono le puzze, e non i profumi, per capirci.

Ci sono profumi che mi ricordano l’effetto fiori al camposanto: troppi, appassiti, confusi.

E io amo invece quelli che sanno di pulito, di bucato, di acqua marina, di trasparenza, o di acqua e basta.

Ultimamente mi sono avvicinata sempre più alla profumeria di nicchia: non i profumi classici, quelli riconoscibili e portati da tutti, che intasano profumerie e metropolitane ma quelle essenze ricercate, quei capolavori unici che sembrano disegnati su misura per chi li indossa.

Perché poi, se ci riflettete bene un profumo è come un abito taylor made, si deve adattare a te, deve rappresentare il tuo stile, renderti immediatamente riconoscibile e farti sentire (più) bella.

E come un capo sartoriale, queste creazioni artistiche che sono frutto di ricerca e passione, sono opere d’arte uniche che a volte hanno prezzi fuori mercato. Ma vuoi mettere?

E proprio di un profumo  che mi ha colpito prima per il nome, poi per la storia che ha dietro e, infine per la fragranza voglio parlarvi.

Tanto per cominciare la casa che lo produce è già “particolare”.
Etienne de Sward, è un provocatore che al motto di “Le parfum est mort, vive le parfums!” fonda nel 2016 la casa profumiera Etat Libre d’Orange terra di “libertinaggio olfattivo” dove i suoi maestri profumieri possono creare fragranze evocative già dal nome e libere dalle dinamiche di mercato.
I suoi profumi sono “manifesti olfattivi”: Remarkable People, Le Putains de Palaces, Secretion Magnifique, Charogne
E ieri è arrivata l’ultima “creatura” You or someone like you” che tradotto sarebbe “Tu o qualcuno come te”
Un profumo che si ispira all’omonimo romanzo di Chandler Burr.
E chi è Chandler? Un giornalista, scrittore, esperto di profumi,  (ha seguito per anni sul New York Times una sua rubrica dedicata alle fragranze ed è autore di numerosi testi sull’argomento) curatore museale, sceneggiatore. Vive a New York, ha un marito messicano e tre figli adottivi.
Un personaggio unico ed eclettico ma gentile, disponibile e alla mano, che considera il profumo “un’opera d’arte” .

you or someone like you, profumo, chandler burr, etat d'orange

“You or someone like you”  si ispira all’ omonimo romanzo scritto da Burr nel 2009 e alla sua protagonista, Anne Rosembaum che vive a Los Angeles sulle colline di Hollywood insieme al marito Howard, dirigente di uno studio cinematografico.

Non sono mai stata a Los Angeles e non ho letto il suo racconto ma ascoltando il racconto di Chandler  immaginavo questa città dove pare che nessuno indossi i profumi ma che ha un suo odore, quello che arriva dalle colline, dal cemento, dalle autostrade, da quella amalgama di lingue e sogni che è questo posto che spero prima o poi di visitare.

Il profumo è strepitoso.
Nè Chandler né Etienne ne hanno svelato gli ingredienti perché ognuno (è un unisex) possa sentirsi libero di percepire ciò che vuole.
Indossarlo e chiudere gli occhi è come fare un viaggio che io ho cercato di raccontarvi perché entrare in profumeria e scegliere tra le tante proposte è sempre più difficile. E io credo che i racconti, le storie e le persone possano ispirare più degli oggetti.

 

 


Lascia un commento con facebook


Rispondi