Bua

Giovedì siamo stati a fare il vaccino al Bambolotto. Era l’ultimo per il suo primo anno di vita. E non era obbligatorio. Abbiamo fatto il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia (mpr). Poi il prossimo appuntamento sarà tra 4 anni circa per il richiamo.

Ne approfitto per parlarvi, seriamente, di morbillo e vi riporto quanto sostenuto dall’Osservatorio epidemiologico dell’Istituto Superiore della Sanità.

morbillo

Il morbillo è una malattia infettiva causata da un virus del genere morbillivirus (famiglia dei Paramixovidae). È una malattia molto contagiosa che colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni, per cui viene detta infantile, come la rosolia, la varicella, la pertosse e la parotite. Si trasmette solo nell’uomo. I malati vengono isolati nel periodo di contagio.

Il morbillo non ha sintomi gravi, provoca principalmente un’eruzione cutanea, simile a quelle della rosolia o della scarlattina. Dura tra i 10 e i 20 giorni.
Una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita.
In Italia la malattia deve essere obbligatoriamente notificata alle autorità sanitarie.

Le complicazioni sono relativamente rare, ma il morbillo è pur sempre responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti (infiammazioni del cervello). Si riscontrano più spesso nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse.
Di solito la diagnosi si fa solo per osservazione clinica. Eventualmente si possono ricercare nel siero degli anticorpi specifici diretti contro il virus del morbillo, dopo 3 o 4 giorni dall’eruzione.

Il morbillo è una delle malattie più trasmissibili. Il contagio avviene tramite le secrezioni nasali e faringee, probabilmente per via aerea tramite le goccioline respiratorie che si diffondono nell’aria quando il malato tossisce o starnutisce.

Non esiste una cura specifica. Si possono trattare i sintomi (terapia sintomatica) ma non la causa: paracetamolo per abbassare la febbre, sciroppi per calmare la tosse, gocce per gli occhi. Esiste un rischio di prematurità per i bambini che hanno la madre infetta durante la gestazione.

Quindi l’unica cura, è quella della prevenzione attraverso il vaccino.

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Il vaccino del morbillo appartiene ai vaccini vivi attenuati.

In Italia non è obbligatorio, tranne per le reclute all’atto dell’arruolamento, ma viene raccomandato dalle autorità sanitarie. Il vaccino esiste sotto forma di un complesso vaccinale contro lo stesso morbillo, la parotite e la rosolia (Mpr).

Si consiglia una prima dose del Mpr prima del 24° mese di vita, preferibilmente al 12-15° mese, con un richiamo verso 5-6 anni o 11-12 anni. Fino al 6°-9° mese, il neonato può essere protetto dagli anticorpi che gli vengono dalla madre se questa è immunizzata. La durata di immunizzazione del neonato è inferiore se la madre è stata immunizzata da un vaccino e non dal morbillo stesso.

Considerata una malattia innocua, il morbillo è invece responsabile di encefalite in un caso su mille, evento che porta alla morte o a danni permanenti. Inoltre, se contratto in età adulta, il morbillo ha molti più rischi di effetti collaterali perché la sindrome è più violenta, esponendo il paziente a complicanze e ricoveri.

Il vaccino contro il morbillo come già detto non rientra tra quelli obbligatori e, ahimè, tanti genitori preferiscono non farlo fare ai propri piccoli anche a seguito delle numerose campagne mediatiche che sostengono che l’autismo possa essere conseguenza della vaccinazione Mpr.

Secondo i pediatri si tratta di un falso scientifico, sostenuto 15 anni fa dal medico inglese Andrew Wakefield – radiato dall’albo per aver falsificato i dati del suo studio sull’argomento – che continua ad avere effetti dirompenti dopo che alcune sentenze sciagurate, tra cui quella di Rimini del 2012, hanno riconosciuto un nesso di causalità tra vaccino e autismo (ndr: Secondo un recente studio che l’University of California di San Diego ha pubblicato sul New England Journal of Medicine, sulle cause dell’autismo, che in Italia colpisce un bambino ogni 200, questa malattia, ha origine nel ventre materno quando il cervello si forma e i neuroni si organizzano in strati e famiglie, e non è stimolato da cause esterne successive alla nascita del bambino. )

Secondo quanto emerso nel recente congresso italiano di pediatria tenutosi il 12 giugno a Palermo, nel 2014 si sono registrati oltre mille casi di morbillo, molto probabilmente proprio a causa della scarsa copertura vaccinale. Benché non vi siano dati certi relativi alla copertura vaccinale, pediatri ed epidemiologi non hanno dubbi: l’incremento dei casi è da attribuire al calo delle coperture vaccinali. Il fenomeno non è solo italiano. Anche l’Europa e gli Usa stanno registrando il diffondersi di focolai.

“Per affrontare questa emergenza – ha spiegato la Prof.ssa Susanna Esposito, Presidente SITIP e Presidente della Commissione dell’OMS per l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita – l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha creato una Commissione di esperti per attuare un Piano di prevenzione a livello europeo al quale hanno aderito 53 Paesi dell’UE e molte altre nazioni del mondo, con l’obiettivo di eliminare morbillo e rosolia entro il 2015”.

Ora, io per una volta voglio essere seria. Non sono un medico e quello che dirò è solo la mia opinione personale. Tanti anni fa mi sono laureata in legge con una tesi sulle conseguenze giuridiche dell’inosservanza dell’obbligo vaccinale e già questo ve la dice lunga sulla mia posizione in merito ai vaccini. Qui parliamo di una vaccinazione facoltativa ma c’è da ricordare che molte malattie infettive sono oggi quasi del tutto scomparse solo grazie alle vaccinazioni di massa. Il fatto di scegliere di non vaccinare il proprio figlio pregiudica non solo la sua salute ma anche quella degli altri bimbi. E questo dovrebbe far riflettere tutte le mamme.


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