Utili&futili

Lo ammetto, c’è stato un periodo della mia vita in cui ho sognato il matrimonio.

Uno di quelli classici, con il vestito bianco e chilometri di tulle svolazzante, lo strascico lunghissimo, la navata piena di fiori, i paggetti e le damigelle, mia mamma commossa, mio padre orgoglioso che mi accompagna…

Poi sono passata alla fase telenovelas, quella in cui mi immaginavo come Brooke Logan di Beautiful arrivare a cavallo in spiaggia, con  tutti gli invitati festanti, a piedi nudi, in riva al mare…

Poi c’è stata quella in cui mi vedevo come una celebrity col vestito da principessa, la mega festa con centinaia di invitati, il party fino all’alba di cui tutti avrebbero parlato per mesi…

matrimonio2

Poi ho smesso di drogarmi.

Scherzo.

Il fatto era che immaginavo il matrimonio ma non immaginavo mai nessuno al mio fianco.
Quando avevo poco più di 30 anni, e finalmente invece ho incontrato quello che credevo il principe azzurro, quello che mi aveva fatto venire gli occhi a cuoricino e che poteva accompagnarmi all’altare, lui ha pensato bene di innamorarsi di un’altra. Un po’ come se bastardamente e miseramente mi avesse mollata sulle scale della chiesa, senza se e senza ma (in realtà lui manco lo sapeva che avrei voluto sposarlo ma questa è un’altra storia).

Deve essere stato in quel momento che mi è scattato il clic e, damblè, ho smesso di fare sogni matrimoniali.

Da quel momento a dire il vero sono diventata “weddingfobica”.
Anzi, peggio: tutti quelli che incontravo e frequentavo si sentivano ripetere

«Ciao sono Alessandra, ho 30 anni e non voglio alcuna relazione duratura».

Tipo alcolista anonima. E senza possibilità di redenzione.

Mi sono così immedesimata nella parte che non mi sono accorta che invece una relazione stabile ce l’avevo già tanto che a un certo punto sono rimasta incinta. E vabbè, al matrimonio ci pensiamo un’altra volta.

Poi è arrivato il matrimonio di mio fratello.

E tutto è cambiato.

Perché, quando vedi arrivare la sposa lungo la navata ti accorgi che la voglia di indossare almeno una volta nella vita un abito bianco,  lungo, svolazzante, che ti faccia sentire una principessa non ti passa mai, anche se se ti ostini a ripeterti «Bleah, io il matrimonio mai!».

E vuoi mettere l’ingresso trionfale in chiesa, mentre lui ti aspetta con gli occhi lucidi all’altare?
E tutti gli invitati pronti ad applaudire appena tu pronunci quei due monosillabi che ti cambieranno la vita per sempre?

E lo so, lo so che il matrimonio non è solo la festa, e c’è tutta la parte religiosa. Ma da questo punto di vista non ho mai pensato che  per consacrare un’unione sia necessario sposarsi: l‘unione la consacri con gli sforzi quotidiani per tirare la carretta, per non smettere mai di farti andare bene lo stesso uomo (o la stessa donna) per tutta la vita, o almeno, finché morte non vi separi. E non è certo un atto civile o religioso a fare la differenza, almeno per me che le promesse a Dio le faccio in privato.

marrimonio, fiori

Però, mentre assistevo al matrimonio di mio fratello, un po’ mi è venuta voglia di vivere anche io quel momento in cui tu ti avvicini a lui e gli prometti amore eterno e guardandoti negli occhi ti vedi la tua vita come in un film e ti immagini vecchia e tremante accanto a lui che ti tiene la mano.

E’ durato un attimo eh, poi il mio lato cinico ha ripreso il sopravvento ricordandomi che la metà delle volte le promesse dell’altare finiscono davanti a un avvocato divorzista.

E quanto al vestito, mio fratello è fortunato, sua moglie, la sposa, è una taglia 38… io appena l’ho vista ho pensato invece alla mia 46 e… anche no, meglio evitare lo spettacolo dell’elefante bianco che inciampa mentre va all’altare.

Comunque a un certo punto mentre riflettevo su tutto questo, un tonfo mi ha riportato alla realtà: #ilRibelle che cercava di smontare i banchetti della chiesa durante la celebrazione.
E lì ho capito che sposarsi ora sarebbe davvero complicato visto che oltre ai famosi sposini sulla torta, ci sarebbe da aggiungere un terzo figurante, quel piccolo essere che vive di vita autonoma e che chiederebbe spiegazione di ogni passaggio del rito. E che ha già ha dichiarato espressamente che vorrebbe sposarsi con me, con papà e con il cane. Tutti insieme o niente.

Quindi, tornando alla realtà:

i matrimoni sono bellissimi, ma per il mio non sono ancora pronta né per viverlo né per organizzarlo, io che a malapena riesco a organizzare una settimana senza perdermi dei pezzi.

Ma udite udite, sapete qual è la cosa più importante?

Non è l’abito, gli anelli, i fiori, il cibo, la musica, mettere insieme la gente giusta ai tavoli, le bomboniere…

No amiche, la cosa più importante a un matrimonio sono le scarpe, che siate la sposa o delle semplici invitate.

scarpa matrimonio

Sposatevi e andate ai matrimoni con delle scarpe comode o passerete tutta la giornata imprecando e, se non bastasse, ogni volta che guarderete le foto e rivedrete le vostre smorfie di dolore ve lo ricorderete…”finché pediluvio non vi ripari”.


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2 commenti


  • 2017-06-14 16:45:30

    Ale Birba scrive:

    Ma che bella notizia! Auguroni Antonella, non vedo l'ora di vederti e sapere tutti i dettagli!

  • 2017-06-13 22:31:07

    Antonella scrive:

    Ecco....ero anche io nella fase "non me ne frega niente del matrimonio" e poi non sò come....tra quattro mesi sarò all'altare.....ahahahahah..ti saprò dire ;-)

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