Nanna

Dunque dunque, ricevo un comunicato e ne approfitto per parlarvi di un argomento “scottante” per noi mamme. La nanna! Secondo l’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss) che  terrà il 25 settembre a Napoli il suo primo forum, sono oltre un miliardo i bambini che soffrono di insonnia. Uno su 5 tra i minori di 14 anni.

Non a caso (la perdita del)  sonno per le mamme e la nanna dei pargoli sono tra gli argomenti più gettonati nei discorsi tra neo genitori dopo cacca e cibo. “il tuo dorme?” E quanto? ah….menomale…oppure OHMIODIOECOME FATE?

Photo Olly Coffey

Photo Olly Coffey

Io l’ho sperimentato sulla mia pelle. Non sono mai stata una dormigliona e, oltretutto ho il sonno leggerissimo. Io ho sempre preferito la notte al giorno anche all’Università: preferivo studiare a oltranza di notte e non di giorno. Se avessi potuto autoregolarmi,  avrei optato per mille penniche quando c’era la luce del sole piuttosto che per una notte di sonno profondo.

Al contrario il BirbaPapà è più simile a un ghiro (di piombo) che a un essere umano. Lui poggia la testa sul cuscino e taaac,  un tastino invisibile che deve avere su un lato del cranio, si attiva e lo catapulta nel regno di Morfeo senza ritorno sino a che le funzioni vitali non gli intimano di alzarsi almeno per svuotare la vescica. Il che può accadere anche dopo 16 ore di sonno consecutivo (testato!).

Ma questo prima. Nell’era pre Bambolotto.

Poi è arrivato lui, chiamato Bambolotto non a caso perché, deo gratia, è sempre stato regolare a abitudinario nelle sue cose, compresa la nanna. Una volta impostata la sua routine, se pur faticosa, i risultati si ottenevano sempre. In pratica, sin da piccolo lo avevamo abituato a essere cullato a suon di musica e diciamo che la cosa ha funzionato alla grande sino a qualche mese fa (momento in cui anche cullarlo visto la mole è diventato impegnativo). Ora è  un po’ più esigente ma diciamo che dopo qualche resistenza, lo riusciamo ancora a domare.

In pratica, Dopo aver ascoltato i consigli di tanti genitori di figli insonni e le letture varie sul tema, noi facevamo in questo modo:

Rituale di pulizia fisso, cambio del pannolino, lavaggio culetto/ faccia/ manine (dopo qualche mese anche dentini) sacco nanna (ve ne parlerò, io non ne riesco a fare a meno) e poi scattava il disco di Johnny Cash, sempre lo stesso per 9 interminabili mesi, e il cullamento a turno mio o del BirbaPapà sino a vederlo crollare.

Funzionava anche quando eravamo fuori  casa (ognuno di noi ha sempre avuto una copia del cd caricata sull’iphone) o in macchina.

Da manuale. Lo so, siamo stati fortunati. Diciamo che al compimento dell’anno c’è stata una piccola rivoluzione: Il Bambolotto deve  aver cambiato gusti musicali o semplicemente, poiché associava al disco di Cash il suo andare a nanna obbligato, ha cominciato a odiare quella musica e ora, l’unico modo per addormentarlo è cantargli una ninna nanna. Per fortuna crolla subito (sarà la mia voce?).

Detto questo, le uniche volte che si è dimostrato refrattario al sonno o che da piccolo aveva le coliche e io avevo solo quelle mezze pause tra una poppata e l’altra per chiudere gli occhi e far finta di riposare, ho capito che cosa può passare nella testa di un genitore insonne quando il pargolo inizia a strillare. La Franzoni forse non era una pazza.

Ma, torniamo al motivo del mio post. Secondo l’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza sono un miliardo i bambini che soffrono di insonnia.

E l’insonnia spesso si associa a disturbi del comportamento come iperattività, scarsa capacità di attenzione, aggressività, oltre che a un calo consistente del rendimento scolastico.

Apperò. Viene da dire. Per fortuna, oltre all’allarme, i pediatri del Paidoss hanno pensato bene di suggerire anche delle “regole del buon riposo” ispirate ai cinque sensi perché, come sottolinea Giuseppe Mele, presidente Paidòss:

«Sono pochi i casi in cui l’insonnia e i disturbi del sonno sono conseguenza di vere e proprie patologie come l’asma, il reflusso, disturbi dell’orecchio o le apnee ostruttive, che contrariamente a quanto si potrebbe pensare riguardano anche i più piccini (2-4% fra 2 e 8 anni) e dipendono spesso da anomalie delle prime vie aeree» . In otto casi su dieci  l’insonnia non è una vera patologia, bensì conseguenza di cattive abitudini. In pratica l’insonnia dipende da fattori psico-fisiologici legati all’organizzazione della giornata, alla molteplicità di stimoli che si trovano intorno e alla routine data dai genitori, a cominciare dalla pessima abitudine di costringere i figli a seguirli nei locali e nei ristoranti fino a mezzanotte».

(Dai nemmeno una volta al mese??? Ovviamente scherzo ma mi è capitato di vedere bambini sdraiati a dormire sui gradini in discoteca con la musica a palla mentre i genitori se la spassavano allegramente).

E incalza: «Se si decide di avere un figlio si deve anche mettere in conto qualche rinuncia per il loro benessere. Il loro diritto al riposo deve essere messo al primo posto. I bambini fra i tre e i cinque anni dovrebbero dormire almeno dalle 11 alle 13 ore, per poi arrivare a 9-10 ore dai 6 ai 10 anni e almeno 8-9 ore dagli 11 ai 13 anni: in realtà oggi non accade, e la maggioranza “perde” almeno 40 minuti del monte ore necessario ad affrontare al meglio la giornata a scuola».
Capito il messaggio BirbaMamme? Le responsabilità dunque sono solo di noi genitori.
Ma vediamo quali sono le regole per creare una cameretta che aiuti i BirbaMarmocchi a fare sogni d’oro seguendo le “regole dei cinque sensi”:

 

photo Wayan Vota

photo Wayan Vota

VISTA: “Spegnete tablet, TV e computer almeno un’ora prima di andare a letto, entro le otto di sera – spiega Mele-  sappiamo infatti che entrare sotto le coperte dopo le nove fa sì che i bimbi impieghino molto più tempo per addormentarsi e si sveglino più spesso di notte. La luce dei dispositivi elettronici altera la produzione di melatonina, l’ormone che favorisce il riposo, ‘sballando’ il ritmo sonno-veglia di bambini e ragazzini: per questo è opportuno iniziare fin dall’ora di cena a ridurre l’esposizione a luci molto intense. Inoltre, sì a tende e schermature per la luce esterna e a una lampada che possa essere regolata così da illuminare la stanza da letto dei bambini in modo soft, per aiutare i piccoli che hanno paura del buio ad addormentarsi in presenza di una luce molto fioca.

 

Photo Aikawa Ke

Photo Aikawa Ke

GUSTO: l gusto è altrettanto utile a favorire il sonno dei bambini: una cena pesante e ricca di grassi, magarti consumata tardi, dopo le 20,  ostacola il riposo, per cui è meglio non offrire ai piccoli cibi fritti o molto pesanti alla sera, preferendo piuttosto alimenti che contengono triptofano, un mediatore che stimola la produzione di serotonina importante per il relax. Ne abbondano, ad esempio, pollo e tacchino, uova, pesce; per rendere il triptofano ancora più disponibile per il cervello, inoltre, servono i carboidrati, meglio ancora se integrali. Una bella tazza di latte tiepido alla sera, prima di dormire, è un altro ottimo mezzo per favorire il riposo perché pure latte e yogurt sono importanti fonti di questa preziosa sostanza”.

 

Photo Shreyans Bhansali

Photo Shreyans Bhansali

OLFATTO:  “I materiali di letto e coperte sono importanti anche per la “regola dell’olfatto” – riprende Mele – Lenzuola di cotone fresche e cambiate di frequente favoriscono il riposo, a maggior ragione se odorano di lavanda: sappiamo infatti che questa fragranza riduce la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, perciò può aiutare a rilassarsi prima del sonno. L’aria che si respira in camera da letto, poi, è fondamentale per i piccoli allergici e asmatici: se c’è polvere o si scelgono tessuti che non sono anallergici e diventano un ricettacolo di acari, inevitabilmente il riposo del bambino sarà compromesso da starnuti e fastidi dovuti all’ipersensibilità”

Photo Squiggle

Photo Squiggle

TATTO: mantenere la temperatura della stanza attorno ai 18 gradi per non alterare la termoregolazione. Altrettanto utile scegliere un pigiama in cotone traspirante, un po’ più pesante per l’inverno ma senza esagerare: l’obiettivo è non sudare a letto, altrimenti sarà ancora più probabile che il piccolo scalci via le coperte e dorma male.

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UDITO: “Una camera silenziosa è essenziale per prendere sonno e almeno 30 minuti prima di mettere a letto i bimbi la casa dovrebbe scivolare nel silenzio, riempiendosi soltanto di suoni gradevoli come una musica rilassante. Se si vive in una zona molto rumorosa e trafficata, può essere una buona idea utilizzare il cosiddetto “rumore bianco” che si può produrre con una macchina apposita o più semplicemente con un ventilatore o un purificatore d’aria elettrico: si tratta in sostanza di un rumore di fondo che con la sua omogeneità e continuità aiuta il cervello a non sentire altri suoni, riducendo perciò il fastidio degli eventuali rumori improvvisi dall’esterno e il rischio di risvegli notturni”.
A nanna si va entro le nove, l’orario migliore altrimenti i bambini impiegano molto più tempo per addormentarsi e si svegliano più spesso di notte.

 

E ora…buonanotte!

 


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