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Modella, attrice, ballerina, meteorina, valletta e oggi conduttrice… ma soprattutto mamma di Pietro da quasi cinque mesi. O meglio, BirbaMamma perché proprio come ogni BirbaMamma che si rispetti è esuberante, anticonformista, allegra e spontanea. Di chi stiamo parlando?

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Della dj di Radio Italia Francesca Leto, un passato negli studi di Mediaset al fianco di Mike Bongiorno e Gerry Scotti come valletta, poi meteorina per Emilio Fede ma anche attrice di fiction, commentatrice musicale, opinionista e oggi conduttrice di un programma su Radio Italia. IMG_9260

Eppure se la incontrate dal vivo (proprio come è successo a me) sembra la classica ragazza della porta accanto: solare, allegra, gentile, una che fa simpatia appena la vedi… se non fosse che è anche in forma smagliante (e questo a me genera ancora un po’ di invidia visto che a distanza di più di un anno dal parto sono ancora una foca spiaggiata) ma diventare amiche è un attimo, tanto che questa non la definirei un’intervista ma una “chiacchierata tra amiche-mamme”.
Infatti ho esordito subito chiedendole qual è il segreto del suo fisico perfetto scoprendo che la poliedrica Francesca si tiene in forma in un modo molto particolare.

Udite udite, è una esperta di pole dance. Si, avete capito bene, parlo della lapdance che tanto fa eccitare i maschietti ma che in realtà, fuori da stripclub e night è una vera e propria disciplina sportiva che combina danza e ginnastica, e pure bella difficile!
«Ho ripreso ad allenarmi da poco dopo la nascita di Pietro – mi racconta- e ne sono entusiasta perché un po’ mi mancava il mio gruppo di amiche».

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Ma scusa, mi viene da chiederle, ma come mai ti sei messa a fare pole dance?
«L’ho deciso nel 2010, ero a Sanremo per Radio Italia e all’Ariston ci fu un’esibizione. Così tornata a Milano ho deciso di provarci anche io. All’inizio mio marito era molto geloso ma dopo qualche mese ho comprato il palo da tenere in casa e ha capito che facevo sul serio e che, oltretutto, è una disciplina impegnativa».

Un palo in casa fa impressione….
«Bè, ho una stanzetta, quella che doveva essere il ripostiglio delle cianfrusaglie, l’ho ripulita ed è diventata la stanza del palo e ogni giorno, magari quando Pietro dorme, io mi alleno. Aver rinforzato braccia, addominali e gambe mi è servito tantissimo e tornare in forma dopo la gravidanza, nonostante dopo il cesareo mi avessero vietato di fare sforzi per un mese, è stato molto più semplice».

Perché il cesareo?
«Mmm, avrei voluto fare un parto naturale ma a un certo punto dall’ecografia hanno visto che Pietro era appeso con un piedino al cordone e quindi, per evitare complicazioni, abbiamo optato per il cesareo».

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Pietro è stato un bimbo cercato o è arrivato?
«Diciamo che era nell’aria, volevamo un bambino e, siamo stati fortunati: appena io e mio marito abbiamo deciso di lasciarci andare, è accaduto tutto con nonchalance.
A dire la verità appena ho fatto il test la mia prima reazione è stata di terrore: sarò capace di prendermene cura? Sarò all’altezza? ci ho messo una settimana per riprendermi dallo choc! Mio marito invece è sempre stato molto presente e tranquillo e questo mi ha dato grande fiducia e rassicurazione. Pensa che io sono terrorizzata dagli esami del sangue e lui non mi ha mai lasciata andare da sola durante tutti i controlli dei nove mesi. Poi appena è nato Pietro si è calato nel ruolo del super papà, era super attivo… ora invece si è già un po’ defilato: se di notte Pietro si sveglia sono io che mi alzo!»

E ti pesa? Ti fa arrabbiare che lui dorma?
«No. Ho deciso di non arrabbiarmi mai davanti al bambino. Cerco di stare attenta anche al tono della voce perché non voglio lui respiri tensioni. E poi, a dire il vero, quel momento in cui lui si sveglia di notte e io gli do il biberon, è un momento bellissimo di intimità, solo nostro, che io adoro».

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Non lo allatti?
No e su questo vorrei dare un messaggio alle mamme: in ospedale ti fanno sentire quasi una “mamma a metà” se non riesci ad allattarlo ma non è così. Non tutte le mamme sono fatte per avere latte e non bisogna colpevolizzarsi. Una ci prova ma se non ha abbastanza latte, amen. I bambini crescono bene anche con il latte artificiale».

Chi ha scelto il nome?
«Io: Pietro è un nome che mi è sempre piaciuto, e poi è anche quello del mio nonno materno che io adoravo, è stato facile».

Cosa hai pensato appena lo hai visto?
«Nessuno ci separerà mai più, non sarò mai sola». …(Ndr. Qui è scattata la mia lacrimuccia!).

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Trascorri molto tempo con lui?
«Si, per fortuna in radio lavoro solo 4 ore e ho detto no a molti altri impegni proprio per godermi il piccolo. Quando io lavoro lui sta con una tata, poi torno a casa e giochiamo tanto insieme, andiamo al parco a fare lunghe passeggiate… ora è nella fase che guarda ogni pianta con curiosità! E poi abbiamo tutti i nostri giochi-rituali e i “nostri” posti preferiti e… ascoltiamo tanta musica».

 

C’è una canzone in particolare?
«Si, io quando ero incinta ascoltavo spesso un album orchestrale di Vasco Rossi e lui ora si tranquillizza appena sente le note di Albachiara».IMG_9256

 

Qual’è il regalo più inutile che hai ricevuto per il suo arrivo?
«Una scatoletta portaciuccio in argento tutta decorata. Praticamente un soprammobile…»

C’è una cosa che ti hanno detto quando eri incinta e che vuoi consigliare alle altre mamme?
«Una mia amica mi disse: “Non puoi tornare in forma dopo un giorno (come sembra abbiano fatto molte showgirl) e nemmeno dopo un mese: ci vuole tempo e devi rispettare i tuoi desideri, anche se vuoi rimanere in tuta, fallo perché se tu stai bene con te stessa, starai bene anche con il tuo bambino. Devi avere tanta pazienza!”

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Bhè, dopo questa frase guardando la mia “trippetta” non me la sono sentita di continuare, ma siamo andate a prenderci insieme un bel gelato e le ho promesso che a settembre andrò anche io a provare la pole dance. Palo, aspettami!

 


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