Utili&futili

Ieri è stata la festa della mamma.

Bello vedere la bacheca di Facebook piena di messaggi dedicati alle mamme, foto vintage e cuori a pioggia.

Ma io ero arrabbiata.

Arrabbiata perché a casa mia nessuno ha dato peso alla cosa.

Così a fine giornata ho deciso di scrivere questo post.

Perché la festa della mamma è una cosa seria e dobbiamo pretendere che venga celebrata.

Non mi aspettavo un regalo, nemmeno un fiore.

Mi aspettavo un gesto, d’amore.
amore
E mi aspettavo che un adulto, in questo caso il Birbapapà, aiutasse IlRibelle a fare un disegno, dire una poesia, dire semplicemente “Auguri mamma!”.

Perché ci tenevo tanto?

Perché da quando sono madre ho capito cosa significhi ricoprire questo ruolo.

E pure a quanto ti fa piacere ricevere una gratifica.
Che la mamma non è un incarico da poco, non è un lavoro a tempo determinato che a un certo punto, i figli se ne vanno di casa e ciao ciao.

E’ la tua missione. Quella che inizia quando un semino ignoto va a trovare un uovo e diventa immediatamente la tua ragione di vita. E come 007 ti consegnano la licenza di uccidere chiunque farà soffrire tuo figlio e tu che non hai mai ammazzato manco una zanzara diventi istintivamente un killer professionista e combatti pure coi denti.

E non puoi nemmeno a un certo punto tirarti indietro e dire: scusate ma mi ritiro, mi sono pentita, questa missione non fa per me.

Da quando metti al mondo una creatura tu diventi altro. Praticamente smembri il tuo cuore e ne cedi un pezzo a ogni figlio. Tanti pezzi di te che vanno nel mondo e che vivono in qualcun altro ma che dipendono tutti dall’unità centrale. Sei la centralina del wifi e loro sono i tuoi device che non sanno connettersi col mondo senza il tuo segnale d’amore.
E senza quei pezzettini di te tu non sei e sarai mai più tu perchè in fondo sei tu solo grazie a loro.

E quando accetti questa missione automaticamente ti becchi pure i superpoteri. Diventi abile a fare cose che mai avresti pensato: cucini, stiri, lavi che Cenerentola scansate, sei esperta di dolci e merende che manco masterchef. Sei un mito nel gioco di ruolo: diventi pirata, bandito, fatina dei dentini, pilota di formula uno, principessa e Miniponi in tre secondi. Hai una memoria che manco Pico della Mirandola e ti ricordi i nomi dei compagni, dei fratellini dei suoi compagni, i numeri delle mamme dei suoi compagni, dei papà, dei nonni, delle maestre, della bidella, dell’addetta alle pulizie.

Sei meglio di ER perché curi pure le malattie immaginarie e anche le patologie di bambole e peluche, hai un udito che sembri la sorella della donna bionica e capti ogni lamento anche se sei sotto la docci con la radio a palla.

Tu queste cose non le sai sino a quando non diventi mamma.

E soprattutto c’è una cosa che scopri pian piano: è che tu sentirai amplificato ogni dolore, ogni gioia, ogni emozione tua e di tutte le madri del mondo.

E quindi, tornando all’argomento del giorno, se una mamma è felice, probabilmente un po’ di quella felicità la condividerai. Ecco perché una mamma va celebrata sempre, ogni giorno che Dio manda in terra, ma siccome nessuno lo fa, almeno un giorno all’anno, questo dedicato alla festa della mamma, cerchiamo di ricordarcelo e pretenderlo.

E cerchiamo di dire grazie a tutte quelle donne che decidono di essere mamme anche se non biologicamente, e decidono di occuparsi di quel figlio a costo di sacrificare la propria vita.

Essere mamma è una gran bella avventura. E’ come un tuffo col bunging jumping: non sai mai cosa ti aspetta ma tutte le donne si buttano senza esitare perché la gioia che ti dà è superiore a qualsiasi paura di fallire, anche se ogni tanto ce lo dimentichiamo.
E voi, maschietti, mariti o compagni: siete voi che dovete insegnare ai più piccoli quanto è importante la mamma e insegnare a dire semplicemente “Grazie!”.
Perché le mamme hanno i superpoteri ma non sono eterne.

Io ieri avrei voluto dirlo alla mia di mamma, ma ero arrabbiata e i miei auguri sono stati un po’ troppo freddi. Perdonami mamma, te lo dico oggi che son passate 24 ore: ti voglio bene e ti ringrazio per tutto quello che fai per me, ogni secondo! 

 


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